GIACOMO (TRANCHIDA) COSTRETTO A METTERCI LA FIRMA

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“ Con orgoglio e tanta gioia vogliamo comunicare a tutte le meravigliose persone che ci hanno sostenuto che il comune di Trapani ha ottemperato alla sentenza del Tribunale di Trapani, provvedendo alla trascrizione integrale nel registro di stato civile italiano del certificato originale americano che riconosce me e Francesco ( il coniuge ndr ) entrambi come genitori dei nostri figli.

Da oggi la nostra famiglia è tutelata come tutte le famiglie italiane.

I Nostri figli hanno da oggi anche giuridicamente quattro nonni, tutti i cugini e tutti gli zii.

Ci siamo battuti con dignità contro nessuno e con rispetto per tutti”.

E’ questo l’incipit del comunicato stampa con il quale Leo e Francesco i due genitori di due bimbi nati in America e al centro di una vivace polemica – che ha visto contrapposto il Sindaco di Trapani Giacomo Tranchida, alla parte più civile non solo di questa città, ma anche del Paese, essendo diventato un caso nazionale- esprimono con grande gioia la loro “vittoria”. Certo la sottoscrizione “Giacomometticiunafirma”, le migliaia di firme a corredo non sono bastate a far recedere il Sindaco dalla sua posizione, ma Tranchida ha dovuto obbedire ad un ordine del magistrato che, differentemente dal giudizio del Sindaco e dei suoi dirigenti dello stato civile, ha riconosciuto che quella trascrizione andava fatta.

Stamattina è stato Leo Palazzolo a recarsi al palazzo comunale di Piazza San Francesco di Paola, sede dei servizi demografici, a ritirare il certificato con la trascrizione. Il primo atto conseguente alla trascrizione e alla registrazione in anagrafe è stato il rilascio della carta di identità ai due piccoli che adesso potranno sentirsi figli anche a “tutti gli effetti di legge”, viaggiare con i loro genitori. Vivere una vita civile con i loro cari.

Caso chiuso? Certo. Rimangono i ringraziamenti ai tanti che si sono spesi per questa causa di civiltà che Leo e Francesco nel loro comunicato enumerano, senza dimenticare nessuno. Sono tanti: “ le nostre famiglie che ci sono stati sempre vicini”,associazioni, avvocati, persone, “gli oltre duemila firmatari della petizione”, i mezzi di comunicazione e televisivi, . Tanti. Prendiamo come esempio solo una associazione, quella che ha iniziato questa battaglia. Si tratta di “ Punto Dritto” e della sua responsabile e principale protagonista: l’avv. Valentina Villabuona. E dalla Villabuona arriva la prima dichiarazione: “ avevamo due obbiettivi, parlare alla città e spiegare che le famiglie sono tutti uguali, che i bambini sono tutti uguali…….oggi possiamo dire che tutti insieme abbiamo raggiunto entrambi gli obiettivi”. Ma l’associazione guarda avanti, alla sentenza delle sezioni unite della Cassazione che invece ha guardato indietro, sia pure parzialmente; allora, dice Villabuona: “ ci si impone di continuare questa battaglia per tutelare tutte le famiglie, guardando con attenzione all’ Europa. Ecco perché – conclude – bisogna votare bene. Andare avanti con la consapevolezza che i diritti non si negano mai”.

La dichiarazione dell’avvocato Villabuona si chiude con un altro slogan: #GiacomoCIHAMessoLaFirma”. Che non farà felice il primo cittadino che costretto ad incassare l’ennesima sconfitta è  rimasto nel totale silenzio. 

                                                                           Aldo Virzì