NEL RICORDO, NON UNITARIO, DI GIOVANNI FALCONE, DI FRANCESCA MORVILLO E DELLA SCORTA

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Questo governo gialloverde è riuscito, tra i tanti guai arrecati al Paese, a mettere in crisi uno dei momenti simboli di unità: il 23 maggio la data che ricorda la strage di Capaci. Così ieri, mentre in tutta Italia si ricordava, particolarmente nelle scuole, quel tragico giorno e ancora una volta si riaffermava l’impegno nella lotta alla mafia, a Palermo i “celebranti” ufficiali sono stati lasciati soli, abbandonati da quel popolo palermitano che segnò il riscatto con i lenzuoli e con la sua partecipazione alle giornate di lotta alla mafia.

Mentre il Presidente del consiglio Conte, e soprattutto il ministro degli interni Salvini, leggevano il loro sermone nell’aula bunker, davanti alle autorità cosiddette istituzionali e ai millecinquecento ignari studenti di tutta Italia arrivati con la nave della legalità, in altra parte della città, alla casina No mafia di Capaci, c’era la Palermo dei giovani, ma anche dei non più giovani, stretti sotto le bandiere dell’ARCI e dell’ANPI.

Con loro il presidente della commissione regionale antimafia Fava; Giovanni, fratello di Peppino Impastato, che hanno disertato per protesta, come il sindaco Orlando e il presidente della Regione Musumeci le manifestazioni ufficiali dell’aula bunker. Tra gli elementi principali della contestazione, l’impossibilità per i non ministri di prendere la parola. Insomma, è stata l’accusa, come i fatti hanno dimostrato, “si è trattato di una passerella elettorale”.

Nessuna passarella, ma voglia genuina di ricordare quella tragica data ed il suo più profondo significato le manifestazioni che si sono svolte a Trapani e che continueranno anche venerdì. Si è cominciato al mattino presto ( forse troppo  presto ndr) con la deposizione di una corona d’alloro davanti la targa viaria che ricorda Falcone e Borsellino; la piazza adiacente la Via Virgilio.  Contemporaneamente, manifestazioni-ricordo si sono svolte nel piazzale di Via Terenzio a cura dell’istituto comprensivo Pertini e del comune di Trapani; con loro ha collaborato il comitato di quartiere Sant’Alberto.

Domattina sempre nella piazza, l’intitolazione a Francesca Morvillo, moglie di Falcone, magistrato anche lei, vittima spesso dimenticata della strage. Bisogna dare atto all’amministrazione comunale di aver colmato un ritardo. Proprio Francesca Morvillo è stata raffigurata in un murales da Alessandro Gandolfo e Martina Bannino che verrà inaugurato di fatto domani, anche se da giorni è visibile a tutti, compreso quel giovinastro ignorante che l’aveva sporcato con scritte oscene. Il murales è stato subito ripristinato.

In altra parte della città, gli alunni della Nunzio Nasi hanno dato vita ad un corteo che è sfilato per le strade del quartiere con slogan e cartelli che ricordavano Falcone e Borsellino e un esplicito invito alla legalità. Gli studenti hanno anche assistito al documentario “Io ricordo” e successivamente, nell’atrio della scuola la conclusione della giornata del ricordo con la scopertura di una grande immagine raffigurante i due magistrati simbolo della lotta alla mafia.

                                                                    Aldo Virzi