Europee: a Trapani vincono l’astensione, Santangelo, Bartolo e … Rizzi

Solo il 29,3% dei trapanesi continuano a credere nell’utilità del voto, della democrazia rappresentativa. Questa, infatti, la percentuale dei votanti alle elezioni Europee nel comune capoluogo. Nei votanti (16.462 su 56.178 elettori aventi diritto) vanno pure compresi 587 elettori (il 3,57%) che han preferito annullare la scheda e 156 che invece hanno deposto una scheda bianca dentro l’urna.

Questo il dato più significativo del voto di domenica 26 maggio nella nostra città. Solo San Vito Lo Capo crede meno di Trapani ancora nell’utilità del voto: qui si recano alle urne il 25,2% degli elettori.

Se poi ci si limita ad analizzare il voto espresso, si rileva la netta vittoria dei Cinque Stelle e del suo padre-padrone Maurizio Santangelo. Il Movimento sbanca Trapani (34,6%) ma anche l’intera provincia (Castelvetrano, 48,9,%; Mazara del Vallo, 40,7%; Alcamo, 38,6%; Marsala, 37,8%; Erice 35,2%).

E’ il primo partito in Provincia (media 37,2%), risultato che poi però non si ripete alle comunali quando invece vince il voto “parentale” e “amicale”, quello clientelare, il voto di scambio con “favori”, il voto comprato con i “pacchi della spesa”, gli incarichi legali o tecnici, le assunzioni da ausiliare o volontario di protezione civile.

Non ci sembra, invece, una novità il risultato delle Destre: che si chiamino UDC, Forza Italia, Fratelli d’Italia o, come oggi, Lega il nostro territorio è sempre stato a vocazione “conservatore”. Anche nel capoluogo, non deve illudere la sindacatura del piddino Giacomo Tranchida. Qui, il 22,2% ottenuto dalla Lega, assieme all’11,8% da Forza Italia e il 5,9% da Fratelli d’Italia e solo il 18,1% del Partito Democratico segna chiaramente quale sia la componente sociale che sostiene il primo cittadino.

All’interno del Partito Democratico, che in Provincia ottiene un modestissimo 15,1% medio, quindi, va osservato il successo del medico pro-immigrati di Lampedusa Pietro Bartolo che del PD non è: si tratta di un candidato indipendente, già candidato con La Sinistra alle scorse Politiche. Bartolo è il candidato più votato a Trapani nel PD: 1.472 voti contro i 1.183 della deputata europea uscente Caterina Chinnici.

Dopo un lungo testa a testa l’animalista trapanese Enrico Rizzi (1.428 voti nella circoscrizione Insulare) è “solo” il secondo candidato più votato sul territorio nazionale della propria lista (sopravanzato per cento voti dal candidato della circoscrizione Italia Meridionale).

Poco da dire sulle restanti liste presenti (erano 15 in tutto e solo 5 ottengono seggi). Hanno raccolto poche cose.

I partiti che più si riconoscono nell’ideologica fascista, Forza Nuova e CasaPound, ottengono, a Trapani, rispettivamente, solo 6 e 27 voti.

Non molto meglio vanno i Pirati col loro progetto di tutela dei diritti sulla rete internet (30 voti, 0,19%), i Comunisti (59 voti, 0,38%), il Popolo della Famiglia (87 voti, 0,55%), i Verdi (177 voti, 1,13%), La Sinistra (196 voti, 1,5%). I Radicali della Bonino (+Europa raccoglie 314 voti, 2%) superano a fatica gli Animalisti (259 voti, 1,65%).

Sul lato delle preferenze personali, detto di Bartolo (PD, 1.472 voti), l’alcamese Ignazio Corrao (Movimento Cinque Stelle) raccoglie 1.546 voti a Trapani, Matteo Salvini (Lega) con 2.166 è il personaggio più votato, Silvio Berlusconi (Forza Italia) appena 820 (comunque davanti a Saverio Romano 354), Giorgia Meloni (Fratelli d’Italia) si ferma a 492 (davanti a Raffaele Stancanelli con soli 164 voti), il palermitano Fabrizio Ferrandelli (+Europa) si ferma a 67 voti, Corradino Mineo (La Sinistra) a 108 (davanti al mazarese Karim Hannachi a 40), la Verde palermitana Nadia Spallitta a 32 voti, il comunista stalinista Marco Rizzo a 27 voti, Simone Di Stefano (CasaPound) a 11, Enrico Rizzi (Aninalisti), infine, raccoglie 210 dei 259 voti totali che vanno alla sua lista.