LA TONNARA HA PESCATO I VOTI DELLA LEGA. ORA PUO’ CHIUDERE

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Sogno d’una notte di primavera. Shakespeare ci perdonerà se parafrasiamo la più nota delle sue commedie, ma questo ci sembra sia accaduto aifavignanesi che tanto speravano nella ripresa dell’attività di pesca della tonnara.

Un sogno durato poche settimane, pochissimi giorni di vero pescato. Poi la chiusura anticipata decisa dall’imprenditore Castiglione quando ha avuto la notizia delle quote tonno che gli erano stata assegnate dal governo; quelle 14 tonnellate di pesca non sarebbero bastate a coprire neanche le spese. Meglio togliere le ancore, e le reti. Adesso, a meno di miracoli ai quali nessuno crede, i tonnarotisaranno impegnati a issare nelle muciare le reti e non, come speravano, i tonni.

Si chiude, almeno per quest’anno, ma come dice qualcuno le polemiche che sono nate al seguito della decisione del sottosegretario leghista (notoriamente di quelli che hanno iniziato ad “amare” il Sud e che pertanto era giusto ricambiarli di una messe di voti ndr ), possano rimettere a posto le cose il prossimo anno

Ma intanto tra poco avremo altri disoccupati che vanno ad aggiungersi ai tanti in Italia, ultimi quelli di Mercatone Uno e di Whirlpool. Certo i nostri sono alcune decine, ma statisticamente e socialmente “valgono” come le centinaia di aziende del Nord. Tornando alle cose di casa nostra c’è da dare notizia dello scatenamento di polemiche prese di posizione sulla questione tonnara da parte della politica. Si sono scatenati quelli di Forza Italia, gli amici di Miccichè che, come è noto, ha definito Salvini “uno str… “; il presidente dell’assemblea regionale la mette soprattutto in politica :” solo un leghista poteva rendersi protagonista di una distribuzione di quote a svantaggio di Favignana.

Continuiamo a votare Lega e Matteo Salvini, consegniamo le chiavi del Paese a gente che affama il Sud”. Per i cinquestelle intervengono Corrao, fresco di rielezione a deputato europeo che chiede l’intervento del Ministro Centinaio per una nuova assegnazione delle quote, minacciando il ricorso alla commissione europea.

Anche il sottosegretario cinquestelle  alla presidenza del consiglio Vincenzo Santangelo, che sino a ieri pomeriggio dice era all’oscuro della vicenda, stamattina ha incontrato i dirigenti della “Nino Castiglione” per conoscere da vicino gli aspetti particolari della questione, ripromettendosi già lunedì un intervento presso il Ministero per fare chiarezza: “la tonnara di Favignana deve tornare ad essere il fiore all’occhiello nella pesca del tonno rosso nel mediterraneo”.

Si fa sentire il neo deputato del Pd Pietro Bartolo, il medico di Lampedusa, uno che le cose di mare le conosce meglio di tanti altri, senza dimenticare che a Lampedusa da sempre c’è stata una impostante industria ittica. Scrive Bartolo:” Il decreto sulle quote tonno va ritirato e riformulato, non ci sono altre alternative. Cambiare le regole in corsa significa condannare a morte un intero comparto che da lavoro a circa 80 persone e sostentamento a un territorio fragile. Favignana ha rappresentato un modello virtuoso, capace di coniugare tutela  di un patrimonio ambientale e storico con il lavoro. Un modello di sviluppo che andrebbe sostenuto e non, come fa il governo, penalizzato.

Oltre al danno, risulta insopportabile la beffa di un provvedimento ad orologeria, adottato subito dopo le elezioni. Giusto per ricordare ancora una volta ai siciliani che la campagna elettorale è  finita e che loro sono tornati ad essere il nemico”.

Sino alla prossima, aggiungiamo noi, poi torneranno a blandire il Sud.

                                                                           Aldo Virzì