Una lettera che si apre con parole forti: “raccogliamo ancora una volta un grido di allarme e di disperazione”. Chi raccoglie la disperazione è il sindacato “soggetto giuridico-officina di base”; i soggetti interessati sono i lavoratori ex dipendenti del Serraino Vulpitta, l’istituto “assistenziale” chiuso nel febbraio di quest’anno al termine di una travagliata stagione durata anni Questi lavoratori, oggi non licenziati, ma senza lavoro, potremmo definirli parcheggiati in attesa, da 13 mesi non prendono uno stipendio e non vedono prospettive, anche perché  essendo equiparati a pubblici dipendenti non possono attingere agli ammortizzatori sociali come i lavoratori delle aziende private.

Il sindacato autonomo ha sempre dimostrato un grande interesse per questi lavoratori, avanzando una serie di proposte per trovare una soluzione. Purtroppo inascoltati.

Lo fa ancora oggi con la lettera rivolta al Sindaco di Trapani e al Prefetto con la richiesta di un incontro urgente. Nella stessa lettera avanzano anche una proposta, l’ennesima: “al fine di trovare una soluzione anche temporanea….con la possibilità di fare una Convenzione con il comune di Trapani per l’utilizzo anche part-time dei dipendenti ex Serraino Vulpitta.” Si tratta di una proposta  che l’IPAB Serraino Vulpitta aveva già proposto al comune capoluogo, sembra senza risposta.

Eppure, come ribadisce anche il sindacato, il Comune di Trapani ha estremo bisogno di dipendenti. La pianta organica che era già inferiore del 30% ai tempi di Messineo, oggi vede, anche a seguito della legge “quota 100” e la normale anzianità, è scese precipitosamente. Si calcola che solo quest’anno andranno in pensione oltre 80 dipendenti. Insomma, sia pure a tempo parziale, e in forma precaria, l’aiuto degli 11 dipendenti del Serraino Vulpitta sarebbe ossigeno puro. Ma anche, aggiunge il sindacato, “darebbe una boccata d’ossigeno a questi dipendenti, ormai dimenticati da tutti”.

                                                                         Aldo Virzì