Si è tenuta oggi, alle ore 10:00 innanzi alla sede del Comando Provinciale dei Carabinieri di Trapani, le celebrazioni del 205° Anniversario della Fondazione dell’Arma dei Carabinieri alla  presenza delle più alte cariche civili, religiose e militari, tra questi il Prefetto di Trapani, Dr. Tommaso Ricciardi, il presidente del Tribunale di Trapani, Dr. Andrea Genna, il Procuratore della Repubblica di Trapani, Dr. Alfredo Morvillo e Padre Antonino Adragna che hanno consegnato le ricompense concesse ai militari che si sono maggiormente distinti in operazioni di servizio, nonché una grande e gratissima affluenza di scolaresche e di cittadini.

Di seguito si riporta nella sua interezza l’allocuzione del Comandante Provinciale dell’Arma dei Carabinieri, Colonnello Gianluca Vitagliano.

“Un cordiale benvenuto alle Autorità civili, religiose, militari di ogni ruolo e grado, alle scolaresche ed ai cittadini che ringraziamo per la significativa presenza in questa storica Caserma, sede del Comando dei Carabinieri di Trapani da oltre un secolo.

              L’Arma dei Carabinieri celebra oggi la ricorrenza dei suoi 205 anni di vita, in una cornice addobbata a festa, grazie alla solerte opera del nostro decano, il Luogotenente Antonio DI TERLIZZI, il quale, ad un passo dal termine del servizio attivo, dopo ben 46 anni, dimostra immutato spirito di gioventù ed amore per la Sua, la Nostra Istituzione. Siamo sicuri che non farà venir meno il supporto anche dopo aver – solo simbolicamente- riposto la propria uniforme nell’armadio. 

205 anni, da quel 1814, allorquando fu deciso, cito testualmente, di istituire un Corpo Militare per il mantenimento del buon ordine, composto da elementi per buona condotta e saviezza distinti con il compito di scoprire e sottoporre a rigore della Legge i malviventi e i malintenzionati e prevenire le perniciose conseguenze a danno dei privati e dello Stato.

205 Anni in cui innumerevoli sono state le gesta eroiche dei suoi appartenenti, anche a scapito della propria vita ed incolumità, ragione per la quale il nostro primo e deferente saluto va:

  • alla nostra Bandiera, simbolo dell’Arma tutta e della nostra missione di cittadini, militari, operatori di polizia, nonchè artefici di pace e promotori a tutto tondo della legalità, che sappiamo di dover essere pienamente;
  • ai nostri Caduti ed Eroi, stelle polari del nostro quotidiano;
  • ai loro familiari alcuni dei quali qui presenti, cui ci lega la loro perenne e sollecita attenzione e l’imperativo morale di non tradire il loro testamento spirituale;
  • ai commilitoni che hanno subito per servizio lesioni invalidanti.

Oggi, come allora, la forza della nostra Istituzione risiede nella capacità di coniugare i nostri principi e le nostre tradizioni con le esigenze di una società liquida e di un progresso costante e tecnologicamente sempre più avanzato e denso di sfide.

Oggi, più di allora, chi decide di cucire gli alamari sulla propria giubba, come se fossero cuciti sulla propria pelle, ciascuno con il suo Grado e con il suo incarico porta il peso della responsabilità!

Questa decisione sottende l’imperativo morale di tutelare le persone che dipendono dalle sue decisioni; il migliorarsi continuamente, alimentando competenze e conoscenze; il saper ascoltare con attenzione e comportarsi con equilibrio ed intercettare disagi e bisogni; il garantire la libera fruizione dei diritti di ciascuno; infine assicurare il rispetto della dignità di tutte le persone, specie di quelle in condizioni di fragilità e sottoposte alla sua custodia, affinchè l’affermazione della legalità sia sempre scevra da gratuita violenza e angheria, come la Costituzione ci impone!

Solo in questo modo si acquisisce la consapevole responsabilità di assumere provvedimenti talvolta spiacevoli quanto necessari e fermi anche nei confronti dei propri appartenenti che hanno sbagliato e che non possono e non devono offuscare il quotidiano lavoro di altri 100.000 colleghi.

Fare parte dell’Arma è una scelta irreversibile! Come ebbe a dire il Generale Carlo Alberto Dalla Chiesa: “un giovane decide di diventare Carabiniere perché crede e perché ha bisogno di continuare a credere! Il Carabiniere deve avere una carica di contenuti tale da affrontare sacrifici e rinunce con la consapevolezza che tutto viene proiettato nella difesa dello Stato, delle Istituzioni e della collettività”.  

Il primo ringraziamento va pertanto alle nostre famiglie, ai nostri amici, alle persone che ci vogliono bene e che ci incoraggiano e ci sostengono nelle fatiche e nelle amarezze e ci ricordano, nei successi, quale è il nostro destino: da un Carabiniere più che da altri non è ammesso errore! L’errore di un Carabiniere è l’errore dello Stato!

Ringraziamo della Sua presenza il Signor Prefetto di Trapani, al cui tavolo vengono discusse le delicate problematiche afferenti l’ordine e la sicurezza pubblica e al quale l’Arma, fermi restando i rispettivi ordinamenti e dipendenze, quale Forza Armata in servizio permanente di pubblica sicurezza, rinnova il suo leale impegno e la piena collaborazione.

La presenza del Signor Presidente del Tribunale e del Procuratore della Repubblica di Trapani, oltre che dei Rappresentanti del Tribunale e della Procura della Repubblica di Marsala, consente di rinnovare la piena sintonia di intenti ed il massimo rispetto del corretto rapporto che lega l’Autorità e la Polizia Giudiziaria.

Alle eccellenze reverendissime, Pastori delle diocesi di Trapani e Mazara del Vallo, il ringraziamento per la loro azione di guida spirituale e la vicinanza negli eventi lieti e tristi che hanno interessato la nostra comunità. 

Al Signor Questore di Trapani ed al Signor Comandante della Guardia di Finanza il nostro cordiale e affettuoso saluto a testimonianza del più alto rispetto delle competenze di ciascuno e di un rapporto di collaborazione che travalica le cariche rivestite in favore di un’unità d’intenti, presupposto di amicizia sincera.

Ai fratelli in Armi dei Reparti delle Forze Armate che insistono nella Città di Trapani, il nostro simbolico e affettuoso abbraccio!     L’Arma è gelosa custode ed orgogliosa della propria militarità, non sterile simulacro, come erroneamente si può pensare, bensì presupposto fondamentale e moltiplicatore dell’attività quotidiana.

Un pensiero affettuoso al personale del Corpo delle Infermiere Volontarie della Croce Rossa Italiana ed un cordiale Benvenuto al Comandante Provinciale dei Vigili del Fuoco, con cui spesso abbiamo lavorato fianco a fianco a tutela dell’incolumità collettiva nelle calamità ambientali.

Un grato saluto, non rituale, agli Organismi della Rappresentanza militare, che con consapevole e sensibile percezione delle esigenze del personale, forniscono il loro indispensabile apporto propositivo per la sollecita individuazione dei problemi dei Reparti e per garantire la serenità e la motivazione del personale. Viviamo un periodo di possibili ed auspicabili cambiamenti, sicuri che non verrà comunque meno la lealtà ed il rispetto reciproco. 

 Un caloroso grazie alle Associazioni combattentistiche e d’Arma e, in particolare modo, ai Carabinieri dell’Associazione Nazionale Carabinieri: non esistono Carabinieri in congedo!!! Se oggi l’Arma è apprezzata e stimata lo dobbiamo anzitutto a chi continua a servire la comunità come e più del passato.

 Agli appartenenti alla stampa tutta, che con la loro opera ci aiutano a sostenere la giusta percezione della sicurezza, il nostro ringraziamento e l’impegno a mantenere, comunque, un rapporto di estrema disponibilità, correttezza e rispetto dei ruoli.

Il nostro pensiero non può non andare, infine, a quelli che non sono più qui con noi, a quanti ci hanno lasciato. Essere una Famiglia significa anche non far mai mancare affetto e sostegno ai loro cari.

La Festa dell’Arma è per consuetudine il momento dei bilanci. Risultati che io condivido con il mio predecessore, il Colonnello Stefano RUSSO, cui idealmente va il nostro affettuoso abbraccio.

Parlare di numeri, risulterebbe sterile e, soprattutto per alcune tipologie di fenomeni criminali, particolarmente riprovevoli, poco corretto dal momento che l’unico numero accettabile sarebbe zero.

Ragionando, sulle tendenze non possiamo che condividere con voi la nostra soddisfazione.

 L’attività repressiva è in costante aumento come testimoniano gli arresti e le denunce. La prevenzione, grazie al continuo coordinamento e ricettivo e disponibile dialogo, registra da un lato il calo dei reati in genere soprattutto di quelli più efferati e di quelli contro il patrimonio, ed al tempo stesso un aumento della proiezione esterna dei Reparti.

Vivere il territorio significa non restare chiusi nelle Caserme.

A fronte di questo sforzo, con orgoglio possiamo affermare che non è venuta meno la prossimità al cittadino. Né sono state accantonate tutte le iniziative tese a costruire il senso di legalità a fianco dell’associazionismo e delle scuola cui rinnoviamo la disponibilità piena ad assumerne di nuove.

Tutto ciò è stato possibile attraverso la piena valorizzazione del modello operativo dell’Arma dei Carabinieri, che vede nella Stazione il suo elemento cardine, il simbolo della legalità, dell’accoglienza, della vicinanza e dell’ascolto.

È proprio nella capacità di ascolto, anche nei momenti di vita che non attengono propriamente alla sicurezza pubblica, ma al bisogno privato, familiare, che nelle Stazioni realizziamo quell’ immagine del Carabiniere che è universalmente amata.

La fiducia che i Carabinieri si sono conquistati in Italia ed all’estero passa non solo per la professionalità, lo scrupolo e la generosità degli uomini, ma soprattutto per il rispetto delle idee di tutti. Ed è questo che la gente si aspetta da noi: non indulgere in parole, ma rispondere nei fatti, sul campo.

L’Arma degli italiani, come la definì Sergio Zavoli in un articolo del 19 novembre del 2011, riconoscendo un filo rosso che lega le copertine della domenica del corriere all’odierno servizio, entrambe caratterizzate dalla capacità di partecipare ad una più complessa lettura della società, assicurando competenza e servizi.

Quando un’attività, come la nostra, incide sul destino di una persona, vittima o aguzzino che sia, “motivazione e coscienza” non sono meno importanti di “pazienza e conoscenza”.

Nella Provincia di Trapani, nessun Comune è senza la Stazione Carabinieri. Al riguardo, ci piace ribadire ai Sindaci tutto il rispetto e la collaborazione istituzionale dovuta al loro ruolo ed alla loro funzione ed al tempo stesso, siamo sicuri di ricevere uguale considerazione.

Al fianco alle Stazioni Carabinieri, Presidio di sicurezza e fonte di qualificate informazioni, lavorano i Militari del Pronto Intervento e delle Sezioni Operative dedicate alle risposte immediate ai fenomeni criminali, di ogni natura, di maggiore allarme sociale.

La Provincia è stata spesso interessata anche da servizi effettuati unitamente ai Reparti dell’Organizzazione Speciale per garantire il principio che la sicurezza è un diritto di libertà che va declinato in senso positivo in ogni sua manifestazione ed aspetto: da quello fondamentale dell’ambiente alla tutela della salute, al contrasto al lavoro nero.

Un diritto da vivere non soltanto nella dimensione individuale tipica di ogni libertà, ma da esercitare nella caratterizzazione collettiva propria dei diritti sociali. Un’accezione positiva finalizzata all’esercizio e non alla negazione delle libertà.

In tale ottica devono essere analizzate le attività di contrasto alla criminalità organizzata e ai reati contro la Pubblica Amministrazione. La manovra investigativa condotta, unitamente al Raggruppamento Operativo Speciale, finalizzata alla cattura dei latitanti ed alla disarticolazione dei sodalizi di Cosa Nostra nella Provincia di Trapani, è dispendiosa e non delimitabile nei suoi confini temporali e, alla luce, delle tecnologie, ormai non più neanche a quelli spaziali. I risultati tuttavia ci premiano.

Il contrasto ai patrimoni illecitamente acquisiti ed al continuo inquinamento delle dinamiche economiche, rappresenta momento qualificante dell’attività.

Il Comando Generale e l’intera scala gerarchica, a testimonianza di attenzione costante e che nulla fa mancare al comando Provinciale, ha inteso individuare nel Reparto Operativo di Trapani il polo di coordinamento per il contrasto patrimoniale alla criminalità organizzate anche per altre 4 Province della Sicilia.

La direttrice di azione prevede un’aggressione sistemica e sistematica che eviti perdite di informazioni nel rispetto delle competenze e delle responsabilità di ciascuno.

Collaborazione e leale scambio di informazioni sono presupposto imprescindibile di un contrasto più rapido e proficuo.

Analogamente il Nucleo Investigativo, i cui risultati sono innanzi agli occhi di tutti e devono essere rivendicati con fierezza ed orgoglio ha dedicato energie e passione al contrasto dei reati contro la Pubblica Amministrazione, zavorra insopportabile di una società che ha diritto di guardare al futuro con rinnovato spirito positivo.

  Lo sforzo operativo risulterebbe vano senza il necessario supporto logistico e burocratico. Grazie all’Ufficio Comando, che ha operato con apprezzata lealtà ed intelligente collaborazione finalizzata al miglior soddisfacimento delle innumerevoli esigenze, siamo riusciti a:

  • garantire la riapertura del Posto ricezione denunce nell’importante località turistica di Scopello;  
  • predisporre le procedure per l’apertura di un posto fisso nell’area parcheggio del Parco Archeologico di Selinunte, legata alla crescente domanda di sicurezza in ragione del rilevante flusso turistico e al consequenziale aumento della popolazione nella vicina località balneare di Marinella;
  • mantenere elevata l’efficienza delle dotazioni di mezzi e di tecnologie;
  • assicurare il benessere del personale all’interno delle infrastrutture.

Lo sforzo per raggiungere gli auspicati livelli di aderenza logistica è ponderoso e continuo e non intendiamo fermarci con le iniziative. Su tutte si segnala la necessità di arrivare quanto prima alla riapertura della Stazione Carabinieri di Marinella di Selinunte, da troppo tempo ripiegata in Castelvetrano, quale presidio di legalità in un territorio all’attenzione della cronaca purtroppo non per la bellezza dei suoi tesori ambientali.

Ai ragazzi qui presenti, vogliamo dire che le nostre scelte sono state spesso dettate da eventi tragici. Noi Carabinieri lavoriamo e qui intendiamo manifestare la nostra azione affinché le vostre siano invece frutto dell’emulazione di momenti belli, come pensiamo possa essere questo.

Oggi l’Arma è in festa e festeggia qui, con chi ha dimostrato di volerle bene ma è ben consapevole che ancora ci si aspetta molto e che il prezzo della libertà è la continua vigilanza.

La vera questione morale, infatti, non consiste nella scelta, ma nel come si mantiene fede all’impegno assunto.

Se tutti facciamo qualcosa, si può fare molto, era solito ripetere Padre Pino PUGLISI. Oggi tutti noi qui testimoniamo che l’Arma ha fatto, sta facendo e farà in ogni momento e ad ogni prezzo quello che deve fare.

Viva l’Arma dei Carabinieri! Viva l’Italia!”