LA PROPOSTA/PROGETTO DEI SINDACATI PER LO SVILUPPO

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Il pugno allo stomaco dei dirigenti sindacali che affollavano il salone della camera di commercio dove era in corso l’attivo sindacale unitario di CGIL, CISL e UIL, arriva all’improvviso, quasi al termine della sua relazione centrale da Filippo Cutrona, segretario generale della CGIL: “ cari amici e compagni, vi ho delineato il quadro della situazione politico-economica attuale e anche del futuro. Deve essere chiara una cosa, dobbiamo cambiare anche noi altrimenti rischiamo l’estinsione, non saremo più non soltanto credibili, ma utili”. Non ci sono state repliche, eppure questo è il vero nodo che il sindacato, sicuramente quello trapanese, deve sciogliere; non può più essere per la massima parte assistenziale, ma di lotta e di prospettiva. Ovviamente Cutrona appare in perfetta linea con la nuova linea dettata da Maurizio Landini, ma che sta diventando patrimonio comune alla triade in campo nazionale.

Torniamo alla Camera di Commercio e alle cose di casa nostra. C’è la crisi, ci sono i numeri che lo testimoniano abbraccia tutti i comparti produttivi. C’è un dato che esprime meglio di altri la situazione attuale, lo rileva l’Istat: nel 2017 si sono persi 12mila posti di lavoro che in una economia come quella della nostra provincia sono un numero enorme. Ma è solo l’ultimo dato conosciuto, la serie storica parte da più lontano.

Allora che fare? Ecco il sindacato che assume su di se la responsabilità di avanzare le proposte “ per rilanciare il lavoro e lo sviluppo per il territorio della provincia di Trapani. Un territorio ricco di tantissime potenzialità e di patrimoni che meglio messi in rete e meglio valorizzati, possono rappresentare un volano per lo sviluppo e la crescita”. E ancora:” il risentimento sociale  altissimo e se non proviamo a tradurlo in cultura del cambiamento, rischiamo di alimentare una tensione al limite della rottura sociale”. Da qui la necessità da parte del sindacato di “esprimere un’idea comune del territorio di oggi e soprattutto di domani, un pensiero lungo di trasformazione alternativa”.

Un progetto corposo, quattro ricche pagine di proposte, anche nei particolari. Per brevità siamo costretti a citare i capoversi. Il primo riguarda le infrastrutture, con la necessità di rilanciare gli investimenti pubblici che devono trovare il sindacato pronto ad aprire una vertenza con il governo regionale. Dalle infrastrutture all’aeroporto di Birgi, “cercando soluzioni per la fusione fra l’Airgest e la Gesap”.

Il sistema portuale: “potenziamento dell’area portuale di Trapani; riapertura del cantiere navale e del bacino di carenaggio; riapertura del cantiere per la messa in sicurezza del porto di Castellamare; progetto di riqualificazione del porto peschereccio di Mazara; progetto Marina di Marsala, riqualificazione del porticciolo di Bonagia. Ripristino della rete stradale e autostradale, “non sono più inderogabili gli interventi programmati sulla Mazara/Birgi. Far ripartire i lavori di ripristino della ferrovia Trapani/Palermo, Via Milo”.

Gli altri punti: Centri Urbani ed Extraurbani, università, Scuola e asili nido, recupero dei centri storici e beni culturali, un piano per l’energia sostenibile ed il risparmio energetico. Agricoltura, industria alimentare e pesca assumono un ruolo di primo piano nella proposta del sindacato unitario, non solo per le sue potenzialità di sviluppo ma anche a difesa dei lavoratori come quelli sfruttati dal Capolarato, come testimonia la notizia di questi giorni a Marsala con i provvedimenti presi dalla magistratura nei confronti dei tre titolari( tutti familiari ndr) di una cooperativa che sfruttava lavoratori stranieri.

Altri punti del progetto riguardano il turismo e tutto il terziario che è collegato; il sistema della legalità e degli appalti che si lega in qualche modo alla pubblica amministrazione che è un altro punto del progetto. Pubblica amministrazione e sanità  con uno slogan: “ dall’Ospedale al territorio. Rendere efficiente il sistema per migliorare l’offerta sanitaria”.

Un progetto che abbiamo riassunto in pillole ma che da domani sarà più esplicitato e confrontato in tutte le sedi politiche e amministrative con i “poteri” che dovranno dire se vorranno applicarlo.

Per la cronaca i lavori che hanno visto alla presidenza i segretari generali di CGIL, CISL e UIL, sono stati conclusi da Eugenio Tumbarello, Uil, mentre la presidenza era stata affidata a Leonardo La Piana, segretario generale CISL Palermo-Trapani.

                                                                                Aldo Virzì