Da oggi c’è a Castelvetrano un organismo parallelo a quello dell’amministrazione comunale presieduta dal neo sindaco grillino Enzo Alfano che avrà un compito estremamente delicato: mettere ordine alla situazione finanziaria dell’Ente. In particolare, il compito di azzerare i debiti del comune di Castelvetrano che ammontano a circa 27 milioni per i quali nel febbraio di quest’anno i vecchi commissari straordinari avevano dichiarato il dissesto finanziario

E’ stato il Presidente della Repubblica, recependo la proposta arrivata dal Ministero dell’Interno, a scegliere e nominare i tre componenti la Commissione straordinaria di Liquidazione ( si chiama così ndr) che avranno il compito di liquidare, sia attraverso la vendita ( alienazione) di beni comunali, che ogni altra forma giuridica, il pesante debito che pesa nell’attività dell’Ente comune. I tre commissari sono personalità ben note al territorio trapanese; si tratta infatti del dott. Raimondo Liotta che, gestione Damiano, ha retto la segreteria generale del comune di Trapani sino all’avvento di Giacomo Tranchida che dopo soli un paio di mesi ha preferito cambiarlo con Giuseppe Scalisi, un passato di segretario generale in più comuni, personaggio molto noto anche per le sue vicinanze politiche, titolare della segreteria generale dell’ex Provincia.

Nel frattempo Liotta è andato a dirigere a scavalco la segreteria generale di due comuni, uno dei quali era Favignana, che ha lasciato da alcuni giorni essendo stato nominato segretario generale al comune di Caltanissetta. Anche Scalisi è rimasto poco a Palazzo D’Alì per tornarsene al suo incarico all’ex Provincia Regionale. Curiosamente, come se si trattasse di un gioco dell’oca, Liotta e Scalisi adesso si ritrovano insieme in questa commissione  straordinaria di liquidazione. Tocca a loro e al dott.Vito Maurizio La Rocca, funzionario di Prefettura, il terzo nominato, “infilare le mani” nel magma dei bilanci pregressi  del comune di Castelvetrano.

Esaminare come è scritto nel decreto: “rilevazione della massa passiva; acquisizione e gestione dei mezzi finanziari  disponibili ai fini del risanamento mediante alienazione dei beni patrimoniali; liquidazione e pagamento della massa passiva” che si aggira sull’enorme cifra di 27 milioni.

Un compito non facile che i tre commissari dovranno gestire in autonomia totale dall’amministrazione comunale appena eletta. Ovviamente c’è la preoccupazione sui beni che dovranno essere alienati, ma che, sperano in molti, non dovrebbero riguardare pezzi della storia della città.

                                                                                    Aldo Virzì