Benvenuto Heller.

Premetto che non capisco nulla di calcio e basket, nello stesso tempo penso che quando una squadra, e non la città, conquisti la serie B, gliene va dato merito. Anche la dirigenza è stata brava, nonostante la flotta di corvi e i nèfannonèfannofare.

Ritengo che l’evento meriti riflessione e attenzione.

E inizio da Giacomo Pilati:”In una città avara di scelte, sempre pronta a stendere tappeti rossi agli invasori”.

Ho seguito con molta attenzione il dopo partita in modo silenzioso.

 Ho visto Piazza Vittorio Emanuele capace di esser PIAZZA.

L’ho vista strapiena, come quando si manifestò per l’aeroporto: anche allora stracolma (fosse stato vero!).

Ho osservato la gente presente, impegnata e rivoluzionaria, orgogliosa di aver in serie B, la squadra romana. E sì, la squadra è di chi ci mette i soldi, la faccia non basta pur se imbellettata. Ci vogliono gli sghei.

Ho seguito, a distanza, tre gruppetti di tifosi disperati, emozionati, ”impegnati”.

Ho posto attenzione all’intervento del sindaco: decontestualizzato, poco gradito, tollerato. Insomma da ”Vesti la giubba”. Non ci azzeccava niente.

Il mio pensiero è andato a Emilio Fede.

 Nello stesso tempo pensavo ai pescetti fuori acqua e ce ne erano.

Signori, di Trapani questa squadra ha solo il nome. La proprietà, i giocatori, tutto è non trapanese. Ciò, nel 2019, è normale.

E’, pero, teatral-ridicolo annunciare rappresaglie o addirittura denunce a tutela del buon nome della città qualora… Che?

Un dato:

Il Trapani va in serie B con DAMIANO sindaco;     Vi ritorna con TRANCHIDA sindaco.

 A Heller, Benvenuto.

Ai trapanesi l’augurio che la squadra roman-giudaica possa contribuire a migliorare il turismo.

Peppe Bologna