Chi è L’individual Coaching e cosa fa?

Comunemente conosciamo la parola Coach e il suo significa è “allenatore”. Gestisco i miei Coachee (che in questa intervista li chiamerò amici) a ritrovare la forza per rimettersi in gioco con la partita più importante della vita. Ovvero la propria vita.

Si lavora assieme per tirare fuori le potenzilità che ognuno di noi ha e che per comodità sono state solo nascoste. Nascoste così bene che è difficile da ritrovare.

Chi sono i tuoi potenziali Coachee/amici?

Tutti! Dagli studenti agli imprenditori, dall’artista, allo sportivo. Tutti noi dovremmo avere una comunicazione efficiente sia con gli altri che con noi stessi. Anzi dico che è importantissimo saper parlare a se stessi, ed è l’errore principale che la maggior parte dei miei “amici” commettono.

Le richieste di supporto arrivano la maggior parte da imprenditori ma quando i dipendenti mi conoscono, chiedono come poter fare un percorso anche loro.

Sui social girano migliaia di video di Mental Coach, Life Coach. Chi ha più soldi da investire, più riesce ad avere visibilità e vedremo il loro nome circolare sempre di più. Pertanto essere affiancati da un Coach non è più un segreto ma deve essere un vanto. Significa voler miglirare la propria vita. Basta solo scegliere il migliore in base alle vostre esigenze e non farsi convincere da chi si sente il migliore.

Gli sportivi ad esempio, soprattutto negli sport di alto livello o di atleti professionisti, sono seguiti tutti da un Mental Coach. Negli anni si è scoperto che la psicologia è fondamentale per “vincere”.

Qual’è l’azione che si deve compiere per cambiare la propria vita?

Innanzitutto oltre ad avere una comunicazione e un atteggiamento positivo si deve essere disposti a cambiare. Impegnarsi e riuscire a fare cose che fino adesso non sono state fatte.

Da bambini abbiamo voglia di esplorare di crescere poi, un po’ per come ci educano un po’ perché inziamo ad avere le nostre convinzioni e i nostri limiti, ci costruiamo delle mura così grandi che qualsiasi cosa ci sposta da quella situazione tendiamo a non farla. Solo per comodità, solo perché preferiamo rimanere dove siamo piuttosto che scoprire cosa ci riserva il futuro. In poche parole, i miei amici, preferiscono non rischiare piuttosto che scoprire cosa c’è al di la delle mura.

Sicuramente avete sentito di parlare della “Comfort Zone” o “Zona si Comfort”. Ecco, questa è l’insieme delle nostre convinzioni, i nostri comportamenti, le idee sulle persone che conosciamo e quelle che ancora dobbiamo conoscere, azioni e addirittura luoghi dove non siamo mai stati ma per sentito dire ci siamo costruiti delle nostre convinzioni. Perché? Solo perché ci da sicurezza.

E’ fondamentale sapere però, che se non si cambia se non si fa azione ci sarà qualcuno che lo farà per noi. Pertanto, decidere di non fare azione vuol dire che le azioni e le decisione che fanno gli altri, con o senza il nostro consenso, debbano per forza piacerci. L’unica differenza? Che quella non è la tua vita, è solo la prospettiva del “giusto” per altri.

Anche se non ci accorgiamo, siamo ad un punto dove le cose sono in continuo cambiamento.

Ogni giorno, con i social, veniamo a conoscenza di migliaia e migliaia di notizie ma che solo in poche sono quelle a rimanerci nella mente.

Soprattutto quelle negative. Scherzo del nostro cervello. Le notizie negative ci rimangono più impresse rispetto a quelle positive.

Cosa si fa ai tuoi corsi?

Preciso che io non faccio corsi ma percorsi. Infatti mi definisco un “individual Coaching” che a differenza di riempire le aule di “amici” e spiegare le basi di un vita semplice io preferisco stare a contatto con i miei amici e scoprire assieme come poter migliorare.

I metodi non sono uguali per tutti. Le motivazioni non sono le stesse per tutti. Pertanto preferisco fare un percorso piuttosto che un corso. La durata è in base a quanto è complicato il mio amico. -ride-

Quali sono i consigli base che valgono per tutti?

Hai detto bene. Ci sono dei bisogni base che valgono per tutti, come ad esempio la fiducia, la sicurezza per scoprire e conoscere nuovi orizzonti. Siamo nati per scoprire. Se gli scienziati, i medici, gli esploratori si fossero fermati oggi, non avremmo tutta questa conoscenza. La nostra vita sarebbe sempre in bilico se i nostri ricercatori non scoprissero rimedi per salvarci dalle tantissime malattie. Non avremmo la possibilità di fare trapianti degli organi, non conosceremmo tantissime altre cose che solo oggi diamo per scontato. Ma non è mai così scontato. Dobbiamo solo tornare ad avere la mente elastica. Come quando eravamo bambini.

Altro consiglio che do è quella del cambiamento. Se iniziamo a fare azione è naturale che ci siano dei cambiamenti e dobbiamo essere pronti e disposti ad accettarli questi cambiamenti. Non solo quelli che ci fanno piacere ma anche quelli che ci fanno male. Iniziamo a vedere il cambiamento come un’opportunità di crescita, di miglioramento soprattutto quando la vita che conduciamo non ci appaga.

Tutti i tuoi “amici” cambiano?

Purtroppo la risposta è NO! A volte le paure sono talmente così forte che non serve soltanto il mio lavoro ma un supporto psicologico. Che ovviamente questo percorso non può essere svolto da me. Non sono uno Psicologo (nel ho parlato con un mio articolo nel mio blog http://www.vincenzodidia.it/chi-e-l-individual-coaching-e-cosa-fa/) e non voglio nemmeno sostituirmi a loro. Ruolo importante e fondamentale nella vita di tutti i giorni e figura che personalmente inserirei nelle scuole.

Devo comunque dire che mi ritengo soddisfatto, perché le nostre paure spesso sono solo piccole paure e sono stati creati o da noi o da chi ci ha circondato fino in quel momento della nostra vita. Il segreto è, fuggire.  Per adesso ti starai facendo la domanda: Ma se sono i nostri familiari a trasferirci mentalità negativa? Bene allora non si può cambiare la nostra famiglia o scappare dalla nostra famiglia, basta solo saperla gestire. Non tentare di cambiarla, errore comunemente commesso, ma solo lavorare sulla gestione.

Quindi come si può avere un atteggiamento positivo?

Intanto voglio compiacermi con te perché in questa piccola intervista è già cambiato il tuo modo di fare le domande. –ride-

L’atteggiamento positivo è un allenamento che va fatto tutti i giorni. Si bisogna fare uno sforzo e comprendere tutti i passaggi della giornata. Leggere tutte le azioni che facciamo. Un esercizio che faccio fare è quello di sdoppiarci. Guardarci al di fuori di noi e fleggare tutto quello che ci piace e tutto quello che non ci piace e modificare tutte le cose che non hanno un atteggiamento positivo. Iniziare ad essere consapevoli delle proprie capacità e potenzialità.

Questo non significa lanciarsi nel buio. Questo è un atteggiamento incosciente che a volte può essere pericoloso, dobbiamo solo programmare il cambiamento conoscerne i rischi e i pericoli ma non farli diventare un alibi per non agire.

Tutti siamo nati e partiamo tutti dallo stesso Start. Sta a noi scegliere la strategia migliore per arrivare ai nostri obiettivi.

Si può anche gestire lo stress?

Ogni giorno siamo stressati e ogni giorno viviamo con gente stressata. Il segreto è saper gestire lo stress. Avere la consapevolezza che lo stress fa parte di noi e dobbiamo trasformarlo in potenzialità. L’affermazione più comune che sento tra i miei amici è: se avessi più soldi gestirei meglio il mio stress! Assolutamente no! Se non sai gestire lo stress con i soldi hai ancora più stress da gestire. I soldi non fanno la felicità e purtroppo alcuni casi di cronaca ce lo testimoniano. I soldi se gestiti bene sono opportunità se invece sei stressato gestirai la risorsa economia in modo stressato.

A proposito di domande, quali sono le domande più comuni che ricevi e quali i motivi che spingono a chiederti aiuto?

In Primis è il lavoro e poi l’amore. Questi sono i motivi e le domande che ricevo.

Torno sempre sulla parola cambiamento. Se non siamo soddisfatti del lavoro se non siamo soddisfatti di un rapporto di coppia dobbiamo cambiare le cose. Per cambiare non intendo mollare il lavoro o mollare il partner (a volte scelta obbligata per la salvezza). Comprendo che se c’è un mutuo o se ci sono figli non è una scelta saggia da fare, anche se a volte è necessario farlo, ma per cambiare intendo non essere più vittime. Lavorare su come poter migliorare quella posizione e/o quella situazione.

Ringraziamo Vincenzo per averci dedicato del tempo e a comprendere bene la sua professione.

Come ci vuoi salutare?

Con una sola frase: “RENDI LA TUA VITA SEMPLICE”

Approfitto per invitarmi a visitare il mio sito ( www.vincenzodidia.it ) e ad inviarmi le eventuali domande usando il form.Grazie a tutti e a presto