La notizia in uno scarno comunicato proveniente da Palermo, dalla residenza della Regione siciliana che elenca i nuovi movimenti, nuove nomine, nel settore dei beni ambientali; tra queste la nomina del nuovo direttore del Museo Pepoli di Trapani. Si tratta dell’architetto Roberto Garufi che sino  ieri “scaldava” ( lo diciamo con rispetto ndr) una sedia all’interno dell’assessorato.

Tutto bene? Per carità, il ricambio – ormai è diventato prassi tra i politici per far vedere che sono bravi, aldilà del fatto che spessissimo nelle tante nomine si nascondono favori “politici” – ci sta. Ma vogliamo anche sperare che i criteri di nomina siano legati alla professionalità e ai risultati conseguiti. Noi non conosciamo le capacità, sicuramente tante, dell’architetto Garufi, conosciamo abbondantemente le qualità dell’architetto Luigi Biondo che ha saputo, negli incarichi ricevuti, farsi apprezzare per le sue capacità; ultimo esempio, appunto, la direzione del Museo Pepoli diventato un Polo non solo museale, ma uno dei pochi, purtroppo, esempi di cultura ancora presenti in questa città.  Allora ci chiediamo: perché questa sostituzione? tra l’altro non sappiamo quale sarà il nuovo incarico di Luigi Biondo. Ci chiediamo: a chi ha dato fastidio l’architetto Luigi Biondo?

A chiedercelo non siamo solo noi di questo giornale, ma molti trapanesi che hanno conosciuto le sue  qualità e capacità. Facciamo solo i nomi di due associazioni: la benemerita Associazione di Italia Nostra e l’associazione “Agorà”, presieduta da Dario Gentile, che racchiude un gruppo di giovani che nel loro percorso culturale hanno trovato in Luigi Biondo un sostegno notevole. Sono stati i giovani di “Agorà” a prendere posizione e duramente contro questa scelta con una nota che ci piace riportarla per intero.

“Apprendiamo con sgomento e stupore la sostituzione dell’architetto Luigi Biondo da direttore del Museo Pepoli. Ancor di più per le motivazioni a dir poco balorde espresse dal Presidente della Regione Musumeci. “Il cambiamento è un dovere verso i Siciliani e l’indirizzo politico del mio governo è che Soprintendenze e Musei devono aprirsi sempre più ai cittadini ed essere al servizio della gente” – dice Musumeci. Il fatto che abbia rimosso una persona preparata e perbene che della disponibilità ha fatto un mantra della propria professione e che è riuscito ad aprire ai bambini, alle scuole ed alla cittadinanza un Museo che altro non era che un “mausoleo”, ci lascia invece intuire che trattasi di cambiamenti fatti a tavolino e senza cognizione di causa. L’auspicio è che all’arch. Biondo possano essere affidati compiti ancor migliori. A Luigi Biondo vanno i nostri più sinceri ringraziamenti per tutto l’aiuto e la vicinanza sempre dimostrata alla nostra associazione perché siamo testimoni della passione riversata nel suo lavoro: non ha mai lesinato un consiglio o una parola di incoraggiamento e per questo Agorà gliene sarà sempre riconoscente.
Ad maiora caro Luigi…”

                                                                             Aldo Virzì

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