IN PISTA NON LE BICICLETTE MA I SOLDI DEL COMUNE

Per carità di patria non vogliamo scomodare dall’archivio le roboanti dichiarazioni dell’allora sindaco di Erice, ed oggi di Trapani, Giacomo Tranchida sulla famosa pista ciclabile, comprensiva di quelle incredibile strisce rosse che hanno fatto ridere il Paese. Le riassumiamo in breve: “…. ho cacciato la ditta che ha eseguito i lavori, tolto l’incarico al direttore dei lavori, li denunzieremo e chiederemo i danni”. E’ la sintesi, perché è noto che il Sindaco appena vede un microfono lo prende d’assalto, va bene anche un taccuino di un giornalista ( non tutti ndr); e buon emulo dell’attuale ministro dell’interno si lascia andare ad affermazioni quanto meno azzardate. In quel contesto non mancò di dargli man forte l’allora assessore architetto  Angelo Catalano, da mesi in carcere ( domiciliari ndr) per una brutta storia, ancora tutta da scrivere, di peculato etc.

Risultato: il comune di Erice, cioè i suoi cittadini, pagheranno alla famosa ditta “cacciata”, la bella sommetta di settantamila euro. I tanto decantati danni sarà il comune a doverli pagare alla Ditta. Un grande affare, oltre al danno la beffa, visto che la pista ciclabile è di fatto inesistente, per non parlare del servizio di bike sharing che doveva completare il famoso progetto sul quale tanto si era sperticato l’allora Sindaco che, ovviamente, oggi tace; tattica del silenzio davanti alle dure contestazioni di coloro che rappresentavano la sua opposizione. Alessandro Manuguerra parla di “Errore ed orrore di una pista ciclabile diventata barzelletta nazionale”.

E aggiunge: “ alla fine chi ci rimette sono sempre i cittadini che devono essere informati delle conseguenze e delle ripercussioni che la pista ciclabile ha avuto per le casse comunali”. Gli fa eco la consigliera Simona Mannina: “Alla luce dell’accordo transattivo si evince che forse tutto quello promulgato per anni era falso, e che i cittadini oltre ad aver subito una pista ciclabile che ha causato per la nostra amata Erice solo derisione da parte dell’Italia intera, devono anche pagare 70.000 euro perché a quanto sembra la Ditta aveva ragione. Ricordo, infine, come ai 70.000 devono aggiungersi quelli della parcella del nostro legale…..”.

Se l’ex Sindaco rimane in silenzio, troppo impegnato a Trapani a discutere di assessori – altra situazione incredibile orchestrata da questo Grande amministratore – è l’attuale sindaco di Erice Daniela Toscano a rispondere alle opposizioni. Lo fa con un comunicato stampa: “Accettare la transazione proposta dal Giudice è stata una scelta saggia ed oculata che ha confermato le contestazioni mosse dall’Amministrazione Tranchida e le scelte intraprese dalla stessa. La ditta appaltatrice aveva ingiunto al Comune di Erice un pagamento di €.91.012,00 per lavori eseguiti, 4.000 euro per spese, 50.000 euro per mancato utile a seguito della risoluzione, 476.000 euro per riserve. Il Giudice ha proposto transattivamente e complessivamente euro 72.000 con la rinunzia del Comune alle sue contrapposte richieste”.

Ci scuserà la Sindaca di Erice se questa vittoria legale proprio non riusciamo a vederla. Era stato Tranchida a parlare di risarcimenti da chiedere; ovviamente anche la ditta “cacciata” chiedeva il pagamento per i danni subiti. Come correttamente afferma la Sindaca Toscano, il magistrato ha “proposto transattivamente” che fosse il comune a pagare, sia pure non tutto quanto richiesto  dall’impresa (non a caso è una transazione ndr), ma lo stesso magistrato ha aggiunto “ con la rinunzia del Comune alle sue contrapposte richieste”. Tradotto: comune, paga e taci; è stata proprio una “scelta saggia e oculata”.

                                                                                      Aldo Virzì