EDITORIALE: TRANCHIDA IMITA SALVINI ?

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E’ proprio vero: al peggio non c’è mai fine. Pensavamo che l’epoca dei ducetti a palazzo D’Alì fosse terminata, anche perché chi voleva ritentare sedersi sullo scranno “reale” è stato stoppato da altri organi istituzionali più che dagli elettori.

Ma ora sembra ci sia chi vuole prendere il suo posto, anzi superarlo e prendere a modello tale Matteo Salvini, particolarmente nel rapporto con l’informazione, ma non solo.

Facciamo nomi e cognomi: mi riferisco al NON concittadino (dal vocabolario Treccani: “cittadino è  chiunque abita in città o risiede in una città”; è noto che egli è da sempre cittadino di Valderice, dove risiede, non può pertanto arrogarsi un titolo che non gli compete, anche se è, per volontà degli elettori, il sindaco di questa città ndr) Giacomo Tranchida. 

Confesso di essere rimasto basito, nonostante i tanti anni sul gobbo, compresi quelli della professione di giornalista, nell’ascoltare il tono e l’arroganza con la quale il Sindaco di questa città si è rivolto nei confronti del collega Fabio Pace – uno dei più stimati e sereni giornalisti di questo territorio, sempre misurato anche nell’esprimere critiche su determinati argomenti – ma anche della stampa in generale, colpevole di non assecondare il suo pensiero.

Per la verità anche a me era toccata simile sorte all’inizio della campagna elettorale allorchè mi sono permesso criticare i più vergognosi inciuci politici di chi tradendo la ”sua”  storia politica (?), ha fatto accordi con la destra più estrema di questa città. La sua risposta è stata di misurarmi con Lui elettoralmente,dimostrando ignoranza e arroganza;ovviamente gli ho risposto come meritava.

Stessi toni durante la campagna elettorale contro i dirigenti del comune di Trapani minacciati non appena metteva piede a Palazzo D’Alì di mandarli “a dirigere il settore delle fotocopie”. Elettoralmente faceva figo, poi arrivato a Palazzo D’Alì è stato costretto a prendere atto che non era il Sindaco di una piccola borgata, ma di una città capoluogo e che con i dirigenti si discute, non si può imporre nulla; soprattutto non sono degli “Yes man”. Ma ha ancora da studiare, nonostante qualche servile ( genere neutro ndr) adulatore si trova sempre. In un crescendo rossiniano siamo ai giorni nostri, con il “povero”, lo diciamo con rispetto, consiglierecomunale Giuseppe Lipari, che pure gli ha portato una messe di voti alle elezioni, prima cacciato letteralmente e volgarmente ( “li c’è la porta, esci”) nel corso di una riunione, poi raffigurandolo come appartenente al baby parking.

Oggi nella stessa intervista dileggiante la stampa ( quella che non “cambia menti” per fargli piacere), nei confronti sempre del Lipari usa disprezzo definendolo un“enfant prodige fallito”. Ribadiamolo, Lipari è un consigliere comunale e merita lo stesso rispetto che il Sindaco pretenderebbe, non so quanto meritato.Indiscrezioni da dentro il palazzo ci raccontano che metodi più o meno simili, di soggezione, per non aggiungere altro, vengono utilizzati anche per altri consiglieri comunali…..di maggioranza. Tutti quelli che avevano nel nome della lista “cambiamenti”, e si è visto.

Questo lo stile “salviniano” di questo Sindaco che sicuramente avrà il consenso di molti cittadini ai quali piace tanto questa nuova moda che di politico non ha nulla, di volgare molto. Per il bene della Città, della quale siamo cittadini dalla nascita e che amiamo, speriamo possa cambiare registro e trovareil giusto garbo istituzionale, anche nella polemica, come si addice al Sindaco di una città capoluogo. Spiace ricordare che Sindaci che ritenevano che questi erano i metodi giusti hanno fallito e oggi si ritrovano in guai grossi.

                                                                               Aldo Virzì