Dido and Aeneas, all’insegna delle commistioni

È all’insegna delle commistioni lo spettacolo Dido and Aeneas di Henry Purcell andato in scena ieri al Chiostro di San Domenico, nell’ambito della 71a stagione lirica dell’Ente Luglio Musicale Trapanese con la regia, le scene, le coreografie e i costumi di Isa Traversi.

Un dramma raccontato con l’eleganza della scrittura musicale barocca. La storia: Enea fuggito da Troia arriva a Cartagine, si innamora ricambiato di Didone ma, vittima dell’inganno delle streghe, che gli fanno credere che Giove lo voglia in Italia, presto abbandona la regina cartaginese per arrivare sulle coste laziali. Didone non perdona all’eroe troiano il proposito di allontanarsi da lei e, nonostante Enea voglia recedere dalla decisione di partire, lo scaccia per poi suicidarsi per il dolore di aver perduto l’amore. Uno spettacolo profondo, dove la musica incontra il parlato, lasciando poi che la partitura musicale e le voci dei protagonisti prendano il sopravvento. Tutto nella incantevole atmosfera del Chiostro di San Domenico, resa ancor più preziosa dalle luci di Michele Ambrose. Il piccolo ensemble del Luglio Musicale Trapanese, diretto da Piergiorgio Del Nunzio, occupa un lato del palcoscenico sovrastandolo. Al lato opposto accenni a uno sbarco, fasciami e carcasse di barca.  Qui la storia mitica raccontata da Virgilio nell’Eneide ne incontra una più contemporanea. Un impianto visivo scarno e crudo, un vero cantiere in scena. I costumi dei protagonisti si mischiano ad altri di oggi, con tanto di breakers e writers.  Didone interpretata da Nikolina Janevska è una donna contemporanea, veste i panni di un architetto dei nostri giorni che sta costruendo – esule dalla terra natia – una nuova città insieme al suo popolo.
Enea, Matteo Loi, veste i panni di un soldato contemporaneo e appare in scena avvolto da una coperta termica, quella che abbiamo imparato a vedere indosso ai migranti nei pietosi sbarchi. Ilaria Vanacore è una graziosa Belinda, andata in scena nonostante una leggera indisposizione vocale. Onirica l’immagine delle fattucchiere, Marta Calcaterra e Lara Rotili, (doppio ruolo per le due brave interpreti che diventano anche rispettivamente uno spirito ed una seconda donna) al servizio della Maga interpretata da Candida Guida. A completare il cast Francesco Scalas, il marinaio. Il coro preparato da Fabio Modica, duttile e cangiante di ruoli, è in abiti contemporanei.
Ruba il fiato ai presenti il finale dell’opera, quando Didone, nel suo sublime lamento, si avvicina alla cerva ancora sanguinante, sorella innocente e ferita a morte, e mette in atto il disgraziato progetto di suicidio, facendosi cadere su una lancia che si conficca nel suo petto. Sul fondo un fumo di luce tinge di rosso la foresta ad evocare l’incendio di Cartagine. 
Lunghi minuti di applausi finali del pubblico che ha gremito entrambe le recite andate in scena.
 

Stasera andrà in scena la seconda recita di Otello, alle ore 21.00, al Teatro Giuseppe Di Stefano a Trapani.