Con riferimento all’articolo apparso nei giorni scorsi sul nostro giornale relativo alla “invasione di pulci in un CTA di Calatafimi”, abbiamo ricevuto dal dott. Domenico Ferrara, che scrive a nome dei dipendenti della struttura “ Sentiero per la vita”,  la nota di smentita che pubblichiamo, anche s non viene fatto alcun riferimento alla legge sulla stampa:

In riferimento all’articolo apparso sul VS sito internet in data 18-09-2019 dal titolo “Invasione di insetti in un CTA di Calatafimi. Sgombero obbligatorio” i lavoratori della stessa CTA “Calatafimi” gestita dalla società Sentiero per la vita srl, prendono le distanze da quanto affermato dal sindacato “Officina di Base” e da voi pedissequamente riportato, in quanto reputato offensivo verso la professionalità e l’impegno giornaliero di tutti gli scriventi. Con la presente si intende smentire quanto erroneamente comunicatovi e precisare quanto segue. Nell’articolo si fa riferimento ad una nota del sopra citato sindacato che testualmente denuncia, “la carenza igienica dei locali che ha prodotto tale vivaio” facendo di fatto intendere che la CTA “Calatafimi”, struttura sanitaria residenziale accreditata e convenzionata con l’ASP di Trapani che ha sempre positivamente superato ogni singola verifica delle autorità competenti in materia, potesse presentare, al proprio interno, problematiche di natura igienico-sanitarie direttamente riferibili all’operato degli scriventi e quindi immotivatamente offendendo e sminuendo lo scrupoloso operato giornaliero di tutti i lavoratori. Nello specifico gli scriventi vogliono sottolineare che nei giorni scorsi alcuni spazi della nostra struttura sono stati invasi da insetti, il cui focolaio è stato individuato in un immobile, adiacente alla nostra struttura, che non è nella disponibilità della Società Sentiero Per La Vita S.r.l. Pertanto, appare evidente, che il problema non è da addurre ad alcuna carenza igienica dipendente dalla CTA o dai lavoratori della stessa, come falsamente dichiarato dal Sindacato “Officina di Base” ma bensì è attribuibile alle condizioni di abbandono in cui si trova il sopra citato immobile. Falso e tendenzioso è affermare, inoltre, ciò che testualmente viene riportato nell’articolo: “forse, fa capire il sindacato, si stava operando per tenere nascosta la notizia”. Infatti, fin dall’individuazione del problema, i lavoratori tutti sono stati messi a conoscenza della problematica operando congiuntamente all’amministrazione della società nella risoluzione della stessa provvedendo, ognuno per le proprie mansioni, a fornire assistenza e supporto prima e dopo i diversi interventi di disinfestazione ( avvenuti in data 07-09-2019, in data 14-09-2019 e l’ultimo dei quali nella giornata del 18-09-2019 quando al fine di predisporre un’azione ancora più incisiva delle precedenti i pazienti della struttura sono stati trasferiti presso una struttura alberghiera sita a Balestrate). La tendenziosità della notizia diffusa ha costretto uno dei DUE lavoratori iscritti al sindacato a richiedere la cancellazione del proprio nominativo tra gli iscritti allo stesso, considerata la superficialità con cui è stata trattata la notizia e il danno all’immagine dei lavoratori che hanno sempre operato con professionalità e il senso di responsabilità necessario. Consapevoli che il mondo della salute mentale e delle comunità è pieno di molti pregiudizi, abbiamo sempre lavorato nel tentativo di smantellarli e aprire la nostra CTA alla società civile certi dell’importanza dell’integrazione sociale per tutti i nostri pazienti: siamo rammaricati di aver fatto dei passi indietro a causa di un impreciso e tendenzioso articolo. Con tali motivazioni tutti i lavoratori firmatari del presente comunicato sottolineano ancora una volta la presa di distanza dal sindacato “Officina di Base”. 

Potremmo cavarcela dicendo al dott Ferrara e ai suoi colleghi che la notizia non viene smentita e che eventualmente per contestare i giudizi la lettera, doveva essere indirizzata al sindacato. Ma riteniamo necessario aggiungere qualche considerazione. Anzitutto stupisce che siano i dipendenti e non gli amministratori, come dovrebbe essere per tabula, a scrivere al sindacato e a questo giornale. Non lo fa, di fatto confermando le osservazioni del sindacato. Lo fanno i lavoratori e qualche sospetto si impone. Che la situazione dei locali sia diventata pericolosa lo testimoniano alcune foto che ci sono state mandate in redazione di persone “attaccate” dalle pulci, ma soprattutto la necessità dell’amministrazione di prorogare ancora il ricovero degli ammalati e il forzato trasferimento dei dipendenti “presso il residence <Eloise> e a seguire presso il residence <il Piccolodi Balestrate” perché, scrive il rappresentante legale “ le azioni di disinfestazione e sanificazione….. richiederanno  più giornate di intervento di quelle inizialmente preventivate” Insomma una situazione piuttosto complessa che non può essere ricondotta ad un semplice incidente improvviso causato  “da un focolaio individuato in un immobile adiacente” Giàl’immobile adiacente; sembra che si tratti di un vecchio edificio comunale che non sembra possa definirsi totalmente abbandonato, forse una maggiore attenzione e vigilanza non solo settembrina, magari rivolgendosi al comune,avrebbe evitato il grave danno. Sulla mancata informazione di cui si lamenta il sindacato, che la ritiene obbligatoria, la smentita se c’è, va rivolta al sindacato che invece conferma.

Un’ultima osservazione: nel nostro articolo, così come in quello sindacato non si intravede in alcun modo la critica ai lavoratori che, siamo certi, hanno e continuano a fare il loro dovere con professionalità. Sono altri i responsabili della gestione della struttura che continuano a preferire il silenzio.

                                                                                        Aldo Virzì