Fin dove conduce l’inchiesta giudiziaria che si è abbattuta sulla Sindaca di Erice Daniela Toscano -che proprio ieri ha confermato quanto si mormorava da settimane – cioè un’indagine a suo carico con avviso di garanzia? La domanda se la pongono in molti e non soltanto i giornalisti, ma anche la politica.

Intanto fermiamoci a quell’indagine e ai motivi che l’hanno originata aggiungendo alla notizia di ieri il coinvolgimento nell’inchiesta del fratello della Sindaca, l’avv. Massimo Toscano, consigliere comunale a Trapani e, almeno fino a qualche settimana fa, un fedelissimo, insieme alla sorella, dell’attuale Sindaco di Trapani Giacomo Tranchida. Per oltre 10 anni infatti Tranchida è stato il vero ed unico capo politico e amministrativo (a Erice è stato Sindaco per due legislatore e per un anno circa anche presidente del consiglio ndr), non sappiamo se lo sia ancora oggi. E’ certo che Massimo Toscano aveva già indossato il vestito buono per scavalcare il bancone dell’ala consiliare e sedersi tra gli assessori, conosceva anche la delega. Invece niente.

Una vicenda caduta nel silenzio, diventata di attualità quando sono cominciate le indiscrezioni. Tranchida, si diceva, avrebbe rotto l’amicizia con la famigliaToscano per non rimanere coinvolto. Tempi lontani da quella giornata della conferenza stampa congiunta dei due Sindaci nei locali del comitato di Tranchida per giurare sull’innocenza dell’architetto Catalano, infiocchettata con l’improvviso e imprevisto ( almeno per i giornalisti presenti) scivolamento sui nomi: dell’ex consigliere Bianco la cui figlia siede nei banchi consiliari a sostegno di Tranchida; dell’ex consigliere Mannina, la cui figlia siede tra gli scranni del consiglio comunale di Erice e sino a qualche mese prima sostenitrice della Sindaca Toscano; ma anche dell’on. Ruggirello, anche lui sostenitore elettorale a Trapani ed Erice di Tranchida e Toscano. Un metodo noto: prendere le distanze preventive, le responsabilità sono di altri. Anche a Catalano sarebbe toccata la stessa sorte e come ha confermato lo stesso in conferenza stampa, “dal giorno dell’arresto non li ho mai sentiti”.

Ma in quella conferenza stampa venne anche fuori la notizia della denuncia che un imprenditore trapanese aveva fatto nei confronti dell’amministrazione comunale per un diniego dell’autorizzazione alla realizzazione di un parcheggio a San Giuliano. La risposta dei due amministratori fu furiosa, l’imprenditore accusato di essere un fallito giudizialmente. Ne scrissero i giornali ma la notizia passò in secondo ordine. Dimenticata.

Non per gli investigatori e soprattutto, a quanto sembra, non per quell’imprenditore (che non è fallito come sostenuto da Tranchida) che avrebbe aggiunto altri particolari alla sua denunzia, tirando in ballo il fratello della Sindaca accusato di essere il socio occulto di una società, quella concorrente all’autorizzazione al parcheggio che d’estate rappresenta un ottimo business. Così, questa sembrerebbe essere l’accusa, la Sindaca, probabilmente spinta dal fratello, si sarebbe data da fare intervenendo presso i tecnici del comune, pare non solo loro, facendo indebite pressioni per far negare l’autorizzazione alla società concorrente del fratello. La Sindaca addirittura avrebbe partecipato ai lavori della commissione tecnica, alla quale non potuto presenziare, per arrivare allo scopo.

Questi in linea di massima e al momento i fatti che hanno fatto scattare l’avviso di garanzia per i due fratelli Toscano, in concorso per abuso d’ufficio.

C’è da aggiungere che alla Toscano sarebbe stato aggiunto un ulteriore avviso di garanzia con l’accusa di calunnia nei confronti di Luigi Manuguerra. Questo perché nel dicembre dello scorso anno Manuguerrain una intervista fece precisi riferimenti all’indagine sui parcheggi, aggiungendo alcuni particolari e chiamando in causa Daniela Toscano che reagì con querela per diffamazione. Oggi però le parti si sono rvoltate, ai sensi di un preciso articolo di legge è lei a dover rispondere di calunnia. Manuguerra non calunniava ma raccontando fatti veri. 

Ritorniamo all’inizio: dove conduce questa inchiesta? Difficile dare una risposta precisa, di certo in quest’anno più volte Erice, la sua amministrazione, è stata al centro di indagini anche per fatti che sembrerebbero datati. Certo ci sono le responsabilità personali, ma anche quelle politiche che non potrebbero essere addebitati solo agli imputati; se c’era, come dice qualcuno, un “sistema Erice”, esistono altre responsabilità che magari non rientrano nei codici penali.

                                                                            Aldo Virzì

WP2Social Auto Publish Powered By : XYZScripts.com