E’ proprio vero, Giacomo Tranchida non ha mai abbandonato definitivamente Erice dove è stato Sindaco per 10 anni e un anno da Presidente del Consiglio. Forse vorrebbe ripetere l’esperienza e continuare la sua ormai quasi trentennale carriera di politico/amministratore a Trapani, forse aspira più in alto: Roma, Palermo. Chissà.

Ma intanto riaffacciano le scorie “ericine”, non solo per quanto sta succedendo giudiziariamente nel comune della vetta, ma anche le scorie personali che lo avevano investito, essendo stato oggetto di pesanti critiche. Critiche alle quali, come al solito, aveva reagito con querela e con la famosa contro-accusa di ”mascariamento”. Ce n’era per tutti, in modo particolare per i giornalisti. “Invitava” qualcuno a candidarsi e querelava qualche altro .

Nel 2017 era partita una pesante querela per diffamazione, ufficialmente contro ignoti, in realtà, come si è visto subito, diretta al collega Nicola Baldarotta, attuale direttore di Telesud e de “Il Locale News”. Motivo? In un articolo era stato fatto cenno alle ricorrenti voci di una sorta di interazione che si sarebbe creata tra lui, Girolamo Fazio ex sindaco di Trapani, l’imprenditore Lando, detto Gigi. Fin qui lo scritto, le voci aggiungevano altro, ma solo voci che però, come è genericamente noto, spesso ci azzeccano. Sull’interazione, accordo di natura politica, tra Fazio e Tranchida ha scritto ripetutamente questa testata non querelata, essendo fatto noto e non smentito.

Sono passati oltre due anni da quella querela che, in verità, era sembrata eccessiva; qualcuno la lesse anche come un avvertimento alla stampa. Tutto comunque passato nel dimenticatoio in attesa del processo. Oggi, inaspettata, la novità: Tranchida ritira la querela nei confronti del collega Baldarotta e apre un altro fronte, contro l’ex editore di Telescirocco Peppe Bologna. Dopo due anni, questa in sintesi la tesi, si sarebbe accorto che Baldarotta non c’entra nulla, ma che il responsabile di quelle voci sarebbe stato Peppe Bologna, accusato di “sistematica, metodica e programmata campagna denigratoria e diffamatoria”. E aggiunge “Quest’ultimo ( Peppe Bologna) prontamente da me querelato, a più riprese ha provato a gettare sulla mia immagine  schizzi di fango……”. Certo per il collega Baldarotta che ha fatto unicamente il suo dovere di cronista con un articolo che non aveva nulla di diffamatorio, come ha dovuto constatare con anni di ritardo Tranchida, che però non avrebbe ancora sottoscritto, ma che sicuramente farà, rappresenta un vittoria professionale.

Si apre, e rimane, la querelle di Tranchida con Peppe Bologna. Abbiamo sentito Bologna, del quale riportiamo  la piccata e velenosa risposta, al suo solito molto tranchant: “Non mi risulta di essere stato querelato. In ogni caso Tranchida continua ad essere un incosciente che sta abusando della mia saggezza”.

                                                                Aldo Virzì

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