LA RIVOLUZIONE BUROCRATICA DI PALAZZO D’ALI’: QUALI OBBIETTIVI ?

“ Sono, siamo, coscienti dei rischi; un esperimento che potrebbe anche dare risultati non positivi, ma dobbiamo osare”: a parlare l’assessore Dario Safina, motore pensante della rivoluzione  che sconvolgerà l’assetto organizzativo del comune di Trapani. Via i settori così come li conosciamo da anni, rimarranno sempre sette, ma cambieranno, in alcuni casi totalmente, le funzioni. L’Amministrazione comunale preferisce definirle macrostrutture.

Quale la motivazione che sta al centro di questa rivoluzione? Abbiamo cercato di capirla dialogando con l’assessore Safina. Ne abbiamo tratto la conclusione dalle sue parole:” siamo da un lato necessitati, dall’altro per scelta, ad operare con una economia di scala”.

Grandi paroloni che traduciamo aiutandoci con Wikipedia:” economia di scala indica la relazione esistente tra aumento della scala   di produzione (di un’impresa, di un’unità produttiva o di un impianto) e diminuzione del costo unitario del prodotto”. Non sappiamo se un Comune possa essere equiparato ad una impresa che deve fare utili, siamo sicuramente nel giusto nel ritenere che il “costo unitario del prodotto” da diminuire non possa che essere individuato nel personale dipendente.

Che al comune di Trapani è totalmente deficitario, i numeri arrivano dallo stesso avvocato Safina: solo 394, ne mancano circa la metà e i “danni” di quota cento si continueranno a vedere nei prossimi mesi. Bisogna dare atto all’assessore che annuncia provvedimenti ormai prossimi per limitare i danni: “ stiamo verificando la situazione finanziaria, soprattutto l’ammontare dei residui passivi, economie che serviranno ad  avviare concorsi, intanto sfrutteremo la mobilità, particolarmente nel settore dei vigili urbani; nell’attesa dei concorsi, da subito, daremo incarichi temporanei di mansioni superiori al personale (con rischi enormi di accuse di favoritismi ndr)”; poi, aggiunge, “qualche servizio verrà esternalizzato ”, e cita l’ufficio che gestirà le gare di appalti e, forse, il protocollo.

Torniamo ai motivi della rivoluzione organizzativa. Cé n’é un secondo: “ consentire all’amministrazione comunale di controllare, quasi giornalmente, la macchina amministrativa, anche da punto di vista organizzativo e procedere, se del caso, ai necessari aggiustamenti”. Insomma, i dipendenti del comune “visti da vicino”, per parafrasare un noto libro andreottiano; per la bisogna è stato “costruito” un super settore che fa riferimento direttamente al Sindaco, è il primo settore, totalmente smantellato delle precedenti deleghe. Arrivano le nuove, sono: controllo strategico e di gestione (appunto!), organizzazione, società partecipate e di controllo, servizi legali. Gli è stato aggiunta la delega Turismo e cultura che non sembra avere una logica, se non quella che, di fatto, il turismo e “la cultura”, soprattutto il primo, sono appaltati direttamente ad un assessore. L’assessore Safina si rende conto dei problemi di “adattamento” del personale piuttosto su negli anni, pensa di rimediare con corsi di formazione che possano anche motivare. Vedremo.

Inutile riepilogare analiticamente come sono composti i sette settori, sono stati già resi noti e, comunque, i cittadini dovranno essere costretti a conoscerli e confrontarsi. A noi interessava approfondire il discorso sui motivi di questa rivoluzione, convenendo che una rimodulazione parziale con “l’individuazione in maniera razionale delle competenze di ciascun settore” andava fatta Forse però l’amministrazione comunale si è spinta un po’ oltre, ma come dice Safina “è una scommessa”, e aggiustamenti in corso d’opera sono fattibili.

Qualcuno però ha già messo le mani avanti individuando, ancora una volta, l’eventuale capro espiatorio. Leggiamo e troviamo la conclusione nella dichiarazione del Capo dell’Amministrazione: “ ……mettendo sempre in evidente trasparenza, innanzi ai cittadini trapanesi, le eventuali mancanze della politica   (perchè non esclusivamente degli amministratori? ndr), ma anche della burocrazia”. Ecco chi sono gli eventuali veri responsabili.

                                                                    Aldo Virzì