ERICE: SI DIMETTA TUTTO IL CONSIGLIO: NO SOLO I DUE CONSIGLIERI INCRIMINATI PER IL VOTO DI SCAMBIO

“A Erice si è toccato il fondo. La responsabilità è di tutto il consiglio, maggioranza e opposizione, che avrebbe dovuto imporre a tutti i consiglieri comunali di decidere tutti insieme di fare un passo indietro e di dimettersi”.

Picchia duro Leonardo Torre, commissario comunale del partito salviniano, non ha consiglieri comunali del suo partito, la destra nel comune della Vetta è inesistente, diventa per Torre normale prassi chiederne le dimissioni. Ci sono le motivazioni giuridiche, ma anche quelle amministrative: “ il comune di Erice è in stato di abbandono”.

Sull’accoglimento della proposta ci sono molti dubbi, stante anche la provenienza politica.

E quasi a voler rispondere al dirigente del partito salviniano arriva un comunicato con ben sei firme, sono quelle dei responsabili delle liste che avevano accompagnato alle scorse amministrative l’elezione di Daniela Toscano a Sindaco.

Liste generiche, oggi si chiamano civiche, esperimento che, come è noto,si è ripetuto l’anno dopo a Trapani per l’elezione di Tranchida. Anche in quella occasione era stato l’attuale Sindaco del capoluogo, che ancora non aveva certezze sul suo futuro politico, a intestarsi quella strategia che lo portò ad assumere il ruolo di presidente del consiglio in attesa di ruoli più di prestigio, che non era la sindacatura di Trapani ma l’Assemblea regionale siciliana.

Così sono nate le liste “Movimento per Erice che vogliamo” con responsabile il fidato Gian Vito Mauro, la lista “Toscano”, affidata a Salvatore Strazzera, la lista “Cittadini per Erice”, affidatario Giuseppe Cirobisi, l’unica lista di partito, il PD con responsabile Gian Rosario Simonte e, dulcis in fundo, la lista personale di Giancomo Tranchida che non avrebbe potuto chechiamarsi, stante la nota modestia della persona:“insieme con Giacomo Tranchida”.

Sono questi cinque esponenti della maggioranza ericina ( vabbè, Tranchida nel frattempo è passato a Trapani ma Erice rimane sempre sua sorvegliata speciale ndr) a firmare il lungo documento nel quale si dicono “sgomenti e frustrati (testuale ndr) nell’apprendere dagli organi di stampa delle gravi vicende giudiziarie che gettano ombra sul consiglio comunale di Erice”, riferimento ovvio ai consiglieri Manuguerra e Mannina.

Se qualcuno si aspettava che nel documento fosse inclusa anche la vicenda giudiziaria, peraltro già conclusa con sentenza, del vice sindaco Angelo Catalano, o dell’avviso di garanzia per la Sindaca ed il fratello consigliere comunale a Trapani, rimarrà deluso. Quella, la solavicenda che li ha lasciati “sgomenti” e li fa arrivare a una conclusione iper scontata: “ facciano un passo indietro ( Manuguerra e Mannina ) nel rispetto dei propri elettori nonché dei cittadini Ericini e a tutela della istituzione massima consiliare…….. non condannando a priori il dubbio della longa manus o del condizionamento politico-mafioso sul consiglio comunale”. 

Omettendo o accantonando il dubbio che se quei voti politico-mafiosi ci sono stati hanno contribuito all’attuale maggioranza di vincere le elezioni. Ma tant’è.

                                                                            Aldo Virzì