VITO MANNINA: FANGO SU DI ME, SONO INNOCENTE E QUERELO

Era rimasto nel più assoluto silenzio quando, era il mese di marzo, le cronache dei giornali, non solo locali, associarono il suo nome alla mafia trapanese nelle persone di Pietro Virga, figlio del capo mafia Vincenzo Virga, e di Piero Cusenza. Era l’operazione “scrigno”. 

L’accusa: si era rivolto ai mafiosi promettendo denaro in cambio dei voti per lui, candidato a Trapani, la figlia candidata a Erice; elezioni amministrative del giugno del 2017. Lo stesso silenzio nelle scorse settimane quando, ancora i giornali, ritornarono sulla notizia con più particolari tratti dall’avviso di conclusione delle indagini.

Il silenzio che si era imposto, Vito Mannina -architetto, storico esponente socialista, una vita trascorsa tra i banchi consiliari di palazzo D’Alì – ha deciso di romperlo con una nota dai toni molto duri per accusare i suoi detrattori e sicuramente i giornali, di “speculare e dire falsità” sul suo conto, e soprattutto per “ribadire e sottolineare la mia totale estraneità con i fatti che mi si contestano”.  

E continua:” non ho mai stretto accordi con la mafia <di nessun genere> e non ho partecipato ad alcun incontro riservato finalizzato alla raccolta di voti. Sfido chiunque a provare il contrario”. Una sfida che secondo logica dovrebbe essere più rivolta agli inquirenti che l’accusano che ai giornalisti che fanno il loro mestiere, almeno la più parte.

Annuncia che i suoi legali “molto presto” provvederanno a fornire ogni elemento della sua innocenza, poi la più dura presa di posizione: “la mia storia professionale, politica e familiare non può più tollerare la gogna mediatica a cui mi hanno sottoposto alcuni politici di bassa lega (si riferisce per esempio a qualcuno che siede a Palazzo D’Alì? ndr) e giornalisti disinformati ( troppo generico) invitati a “leggere accuratamente tutta la documentazione”.

La sua conclusione era scontata:” Per le notizie false e diffamatorie diffuse sulla mia persona mi riservo di intraprendere ogni azione legale”. Insomma l’affair“Scrigno” continuerà a tenere desta l’attenzione della cronaca.

                                                                              Aldo Virzì