LA POLITICA …DELLE QUERELE

Accantonata la politica, quella con la P maiuscola, ormai riservata a pochissimi “eletti”, nel mondo della politica con la p minuscola si preferisce “dialogare” a colpi di querele.

Non sfugge a questa logica il sindaco di Trapani, ma prima ancora di Valderice e poi di Erice e prossimamente di…,  Giacomo Tranchida che ha querelato per diffamazione l’ex editore Peppe Bologna, lo stesso che in altri tempi si era vantato diaverne aiutato con la sua Tv la discesa politico/amministrativa. Una querela annunciata da tempo e mai arrivata, almeno fino a ieri.

Oggi è lo stesso Bologna a darne notizia; la querela per diffamazione – da quanto si legge nel provvedimento della Procura – per una serie di pesanti considerazioni, secondo i magistrati al limite dell’insulto, che Bologna avrebbe espresso nei confronti dell’allora candidato sindaco Tranchida su facebook.

Per il giornalista che scrive queste note poteva essere una normale notizia, non lo è più se si vanno a cercare le cause scatenanti di quegli improperi.

Da quanto mi comunica lo stesso Bologna, all’origine ci sarebbe stato un commento dello stesso Tranchida ad un mio articolo. Il sottoscritto non pratica i social, tantomeno i cosiddetti “leoni da tastiera”, ma Bologna mi riferisce che Tranchida, al quale ricordavo le sue origini politiche tradite e, soprattutto, le provenienze amministrative di Sindaco di Valderice, poi di Erice, insomma un “professionista” dell’amministrazione pubblica, mi rispondeva, ovviamente su facebook, invitandomi unicamente a candidarmi, ovviamente contro di lui;con ciò dimostrando arroganza e totale mancanza di conoscenza dei principi che stanno al centro del rapporto tra politica e informazione.

Quei principi sono ancora validissimi, ma ignorati da Tranchida che, al contrario, utilizza un sistema di arroganza politica della quale dà sfoggio. Oggi scriverei lo stesso articolo e alle sfide di Tranchida, come ho fatto ieri, risponderei con una risata.

Mi spiace soltanto se questi sono i fatti, di essere stato la causa che vede l’avv. Bologna imputato di diffamazione e gli esprimo solidarietà morale. Aggiungo un ricordo personale e una personaleconsiderazione vista la velocità con la quale si è già arrivati a processo: un po’ di anni fa, da pubblico funzionario, denunciai per diffamazione e altro un Sindaco di questa città, noto amico dell’attuale primo cittadino; le offese erano ben più pesanti. Risultato: nessuno mi ha mai comunicato niente, non mi risulta siano state fatte indagini e che la pratica è stata celermente “archiviata”.

                                                                                  Aldo Virzì