SI TRASFERISCE IN TRIBUNALE LA DISFIDA TRA TRANCHIDA E NINO ODDO

Ma insomma nel lontano 2007 ci fu l’accordo tra l’allora candidato sindaco di Erice Giacomo Tranchida e la signora Cettina Montalto in Manuguerra, la moglie di Luigi per intenderci? Ufficialmente erano avversari politici, la Montalto era candidata al consiglio con una sua lista in appoggio al candidato sindaco Ignazio Sanges, essendo possibile il voto disgiunto avrebbe dovuto far convergere i suoi voti su Tranchida, in cambio di un assessorato. Un patto sancito alla luce del sole, pardon delle lampade, e di decine di testimoni in uno storico ( allora ) ristorante: “ La vecchia America” gestito da Nino Maisano, personaggio popolare in città, scomparso da un po’ di tempo.

Allora, ricapitoliamo: ci fu questo accordo? Tranchida lo ha sempre negato, la querelle, iniziata già allora, è continuata sino ad oggi e sta proseguendo in un’aula di tribunale a seguito di una querela per diffamazione che lo stesso Tranchida, oggi sindaco di Trapani, durante l’ultima campagna elettorale amministrativa ha rivolto contro il suo “caro amico” Nino Oddo, ex deputato socialista  e attuale segretario regionale del PSI.

Stamattina in un’aula di tribunale udienza importante, a rispondere alla corte proprio l’accusatore, il Sindaco Tranchida, chiamato a deporre dalla difesa. Incalzato dalle domande dell’avvocato di Oddo ha dovuto ammettere che sì, l’incontro al ristorante con i coniugi Manuguerra e tutto il loro seguito elettorale c’è stato. Manuguerra stava chiudendo la sua campagna elettorale e, come disse in una intervista televisiva il titolare del ristorante, tutto era fermo in attesa dell’arrivo di Tranchida, ospite d’onore, annunciata dai Manuguerra. Sempre Maisano in quella intervista, fatta nel 2009 dal blogger Natale Salvo e pubblicata su Youtube, confermava che durante l’incontro si parlò di accordi e “favori”. Manuguerra, e non solo lui,  ha invece parlato di promesse di assessorato.

La deposizione di Tranchida parla di un’altra storia. Lui, conferma, è vero è andato al ristorante dove erano convenuti i Manuguerra e i loro elettori, ma “per un atto di galanteria”, per fare gli auguri e scappare via. Rispondeva, la sua tesi, per cortesia ad un invito. Questo a pochissimi giorni dal voto. Quantomeno strano. Boh!  Ovviamente, secondo questa sua tesi messa a verbale, non si parlò di nulla se non dei soliti convenevoli augurali. Tranchida ci ha tenuto ad aggiungere che il suo giudizio su Manuguerra era sempre stato pessimo, tanto da averlo denunciato ( ma non in questa occasione ndr) per voto di scambio.

La galanteria, vera, presunta, di Tranchida a dire il vero lascia un po’ stupefatti, soprattutto se si ascolta la testimonianza verbale e visiva di Maisano fatta nel 2009. Anche perché di testimoni che dal 16 gennaio sfileranno davanti alla corte, chiamati dalla difesa a dire cosa hanno visto e sentito quel giorno sono in tanti e dalle indiscrezioni e da precedenti dichiarazioni non pare che collimino con le dichiarazioni di Tranchida.

La querelle su quella cena e quell’incontro continua………..                                                                              

 Aldo Virzì