TRIBUNALE E PARLAMENTO SI OCCUPANO DELL’INQUINAMENTO DI FAVIGNANA

Non basta il tribunale di Trapani, dell’inquinamento di vaste porzioni di terreno in quel di Favignana dovrà occuparsene anche il parlamento nazionale. E’infatti l’on. Carmelo Miceli a rivolgersi al Ministro dell’Ambiente per chiedere interventi urgenti per metter fine ad una situazione particolarmente grave che riguarda una delle perle di bellezza del nostro mediterraneo.

Ma andiamo con ordine. Il problema dell’inquinamento si trascina dal 1984 quando venne scoperto l’inquinamento di un’area di circa 100mila metri quadri causato da una crepa che si era prodotta in uno dei serbatoi di gasolio della Sea, la società privata che gestisce il servizio di fornitura di elettricità nell’isola. Furono prese misure per bonificare il terreno che oggi sono definite “palliative”, ed infatti il problema si è riproposto nel tempo. Sino a quando anche per merito dell’allora consigliere comunale Michele Rallo, noto ambientalista, che alla denunzia pubblica ha aggiunto quella alla Procura, accusando di disastro ambientale la SEA di cui è amministratore Filippo Giuseppe Accardi.

Le relative indagini hanno di fattoconfermato le denunce dell’ex consigliere comunale e si sono concluse con la richiesta della Procura della Repubblica di rinvio a giudizio per Accardi. Sarà adesso il Gip a decidere sull’eventuale accoglimento, è stata già fissata la data dell’udienza per la fine del mese di febbraio del prossimo anno.

L’on. Carmelo Miceli tralascia, come è ovvio, il latoesclusivamente giudiziario, pur denunciando la gravità del fatto con un lungo excursus storico della vicenda; la mancata attuazione d parte della SEA di “serie e concrete operazioni di bonifica, optando per misure palliative”. 

Evidenzia tra l’altro che essendo “l’aria in cui è allocata la centrale situata a poche decine di metri dalla costa sono stati condotti accertamenti e che nonostante la presenza di tubazioni che riversano in mare le proprie sostanze ed il conseguente divieto di balneazione, la spiaggia continua ad essere frequentata da bagnanti”. Il deputato, a conclusione chiede “interventi a tutela del patrimonio ambientale anche attraverso un più ampio coordinamento e monitoraggio delle acque e delle emissioni in atmosfera, con le istituzioni locali, regionali e la Protezione dell’Ambiente”.

Ma anche “quale interventi i Ministri interessati intendano adottare in riferimento ai fatti esposti” per una soluzione definitiva “al fine di scongiurare eventuali pericoli per la salute dei cittadini e dei turisti e per l’ambiente”.

                                                                          Aldo Virzì