“Forza Trapani”: aperto il cantiere per la candidatura a Capitale Italiana della Cultura 2021.

lle polemiche strumentali di taluni ed allo scetticismo politico di altri, nel nostro impegno quotidiano preferiamo rispondere con l’operosità e la determinazione tipiche delle formiche. Per essere chiari: non si tratta solo di enfatizzare l’orgoglio della città di Trapani e dell’intero comprensorio trapanese, dando voce a chi non vuole rassegnarsi a far parte, e non solo dal punto di vista geopolitico, di una Città fanalino di coda in Italia e in Europa. L’obiettivo principale è provare a mettere insieme chi in questo territorio lavora per farlo risorgere. 


Per riuscirci, non occorre solo rimuovere la polvere della cattiva amministrazione, ma anche, e forse in primo luogo, rimuovere l’oblio che ha coperto, fino a renderle opache, le nostre bellezze, minando in maniera pesante le speranze di riscatto di questa città e dell’intero territorio. Proprio per questo, bisognerà partire dalla riscoperta di un valore fondante, cioè il fatto che siamo figli di una storica cultura multietnica euromediterranea che, grazie al mare, ha consentito lo scambio di idee e di saperi, anche con chi ha sempre vissuto oltre l’orizzonte. I nostri mestieri con le rispettive tradizioni, i sapori, gli odori, gli edifici ed i monumenti, ma anche i nostri nomi e cognomi raccontano di una storia lunga, intensa e stratificata.

Di questa storia culturale siamo innegabilmente figli. Non lo siamo certo dell’apatia che, spesso, neppure lo scirocco ha la forza di spazzar via da questa terra bellissima. Ma c’è di più. C’è la strategica consapevolezza che, in un mondo globale, anche la migliore oltre che più fortunata (dal punto di vista climatico, naturalistico e ambientale) destinazione turistica necessita di un appeal in più per essere competitiva: la bellezza culturale, nelle sue varie declinazioni e sfaccettature, rappresenta l’anima di una comunità cittadina in cammino verso politiche di crescita e sviluppo. 
Proprio in questo senso, ieri, insieme agli assessori Rosalia D’Ali e Andreana Patti, ho avuto un primo confronto con l’Ordine degli Architetti di Trapani, guidato dall’architetto Mancuso, già protagonista, insieme all’Unione dei Comuni Elimo Ericini, della candidatura del 2018. In quell’occasione il nostro territorio arrivò fino in finale, poi vinta da Palermo. Si riparte da quel dossier, a cui Trapani è legata da un filo conduttore evidente. Martedì prossimo proseguiremo in questo lavoro con l’approfondimento sulle opere pubbliche e gli interventi in cantiere, sia quelli promossi con i finanziamenti programmati dalla maggioranza di questo Consiglio comunale, sia quelli tirati fuori dai cassetti polverosi delle precedenti gestioni e sbloccati finalmente dal loro colpevole abbandono. 


Si aprirà poi il confronto istituzionale con gli enti e la Diocesi di Trapani, oltre che con l’Ente Luglio Musicale, la Biblioteca Fardelliana, i giovani, le associazioni ed il terzo settore, senza dimenticare la Soprintendenza dei Beni Culturali e del Mare, il Museo Pepoli e l’Università. 


Daremo vita ad un’apposita pagina Facebook, evidenziando le azioni previste dal bando ministeriale da valorizzare con proposte, idee e suggerimenti. Lì avvieremo un forum di discussione partecipato in favore di tutti i cittadini, anche di quelli costretti, per motivi di lavoro o di studio, a vivere lontani dal nostro territorio. 
Desideriamo invitare i giovani, le donne e tutti i trapanesi di buona volontà a contribuire per scrivere insieme questo dossier culturale per la nostra città che vogliamo vinca. Scommettiamo tutti insieme sul nostro futuro e sulla nostra eccezionale cultura. Siamo trapanesi.