FRANCESCO SALONE CONDANNATO PER TRUFFA NEI CONFRONTI DEL COMUNE

Per qualche tempo, era assurto agli onori della cronaca politica come il più fedele collaboratore e difensore dell’ex deputato Mimmo Fazio; poi l’ex deputato ed ex Sindaco di Trapani è caduto nella polvere dei guai giudiziari che lo hanno anche condotto agli arresti per quella brutta storia della “Ustica-Liberty lines”.

Francesco Salone, è lui il personaggio del quale scriviamo, lo ha seguito anche nella polvere di un procedimento giudiziario conclusosi oggi con la condanna per truffa a 10 mesi di carcere. Una storia piuttosto squallida per questo giovane, figlio della Trapani bene (padre e madre medici), abituati a vederlo sfrecciare a bordo dicostose macchine sportive.

Durante il periodo in cui ha svolto il ruolo di consigliere comunale, sembrava il “predestinato”, onnipresente e sempre pronto a difendere il “suo” Sindaco entrato pesantemente in conflitto con il Sindaco Damiano. Stessa strenua difesa nel 2017, in occasione della ricandidatura di Fazio a Sindaco, quella stroncata dall’intervento della magistratura e che portò, per certi giochetti politici scellerati dello stesso ex deputato al commissariamento del comune. Ma c’era pronto un altro predestinato, l’attuale Sindaco che con Fazio aveva stretto un accordo politico. Francesco Salone non perse tempo ad abbracciare la causa e sponsorizzarlo, anche se dopo poche settimane arrivò una clamorosa rottura.

Questo il personaggio che nel pomeriggio è caduto nella polvere dell’accusa di truffa messa in piedi quando era ancora consigliere comunale. Tutto nasce da un accertamento che la Guardia di Finanza ha fatto nei confronti dei consiglieri comunali che godono dei privilegi di una legge regionale che “obbliga” i comuni a pagare i contributi stipendiali al datore di lavoro dei consiglieri, quale ristoro delle assenze giustificate per motivi politici (riunioni di consigli comunale, di commissioni). Gli accertamenti della Guardia di Finanza hanno riguardato più consiglieri comunali, ma l’accusa di truffa ha riguardato il solo Francesco Salone e il noto imprenditore sanvitese Franco Billeci che avrebbe assunto Salone nella sua azienda intascando i contributi. Secondo l’accusa, confermata dalla sentenza di oggi pomeriggio, quel rapporto di lavoro durato circa due anni ( dal novembre 2012 al giugno del 2014) era fittizio, un modo per lucrare alle spalle del Comune di Trapani e quindi dei contribuenti. 

La sentenza condanna Francesco Salone a 10 mesi di carcere, un mese in meno per il Billeci che si era prestato alla frode; ai due pena sospesa. Sono stati confiscati i circa 50mila euro che erano stati sequestrati e che corrispondono al valore della truffa messa in atto, che verrà restituita al comune di Trapani. Inoltre dovranno pagare le spese processuali al comune che si era costituito parte civile.

Francesco Salone, durante la sua ultima campagna elettorale aveva tappezzato la città con enormi cartelloni nei quali appariva la sua foto e la scritta :“Devo rendere conto solo a Voi”. Non è andata proprio così.

 Aldo Virzì