ITALIA NOSTRA: LA CENTRALE ELETTRICA DI FAVIGNANA DEVE ESSERE DISMESSA, CI SONO FORME ALTERNATIVE

Italia Nostra ha deciso di occuparsi in prima persona della situazione della centrale elettrica SEA di Favignana, lo fa da buon’ultima, ma con la forza che le deriva dall’essere, secondo molti, la piùprestigiosa associazione nazionale a difesa dei territori.

In questo caso è l’associazione della sede trapanese,che proprio recentemente ha rinnovato il suo gruppo dirigente, a prendere posizione con un comunicato stampa che si conclude con una precisa proposta: “la DISMISSIONE dell’attuale centrale per passare a forme di alimentazione energetica più sostenibili”.

La proposta di Italia Nostra è preceduta dalla cronaca delle denunzie e degli interventi che si sono avuti sulla vicenda e sul fatto che l’azienda andrà sotto processo per inquinamento ambientale. Le denunzie sono, per esempio, quella della senatrice Muroni che in una interrogazione parla di “acque di scarto industriale”. Quelle dove inconsapevoli turisti vanno a bagnarsi trovandole tiepide quasi calde,scambiandole per acque termiche, in realtà sono acque del ciclo di raffreddamento provenienti dalla vicina centrale elettrica.

La stessa senatrice ha denunziato “l’acqua giallastra e puzzolente che fuoriesce dai pozzi artesiani della zona dove, da un migliaio di metriquadri inquinati in un decennio si è passati a ben 94mila metriquadri, come certificato da recenti controlli”. Alla denunzia della senatrice Moroni si affiancano quella dell’on. Miceli e, in campo regionale, quella dell’on. Claudio Fava. Anche l’azienda “è sempre stata cosciente dell’inquinamento provocato, come si evince dalla richiesta autorizzativa di spostare la centrale” motivandola con una scheda tecnica di genesi e sviluppi degli sversamenti: una conferma di quanto denunziato. La richiesta di spostare la sede della centrale nel 2016 fu bocciata all’unanimità da tutto il consiglio comunale, “dimostrando, aggiunge Italia Nostra, una buona sensibilità ecologica”.

L’unica proposta rimane per l’associazione la dismissione per passare ad altre alternative possibili di alimentazione energetica sostenibile, ”attraversola scelta di interconnettere l’isola alla terraferma, soluzione vantaggiosa dal punto di vista economico e meno dannosa per l’ambiente”

                                                                              Aldo Virzì