SI MUOVE, NONOSTANTE I NUMEROSI SCETTICI, IL CANTIERE DI TRAPANI CITTA’ DELLA CULTURA

Gli scettici, e in generale tutti coloro che hanno mostrato perplessità sulla decisione del sindaco Giacomo Tranchida di candidare la nostra città a “capitale italiana della cultura”, almeno per questa volta possono  tirare un sospiro di sollievo: non saranno querelati. Forse la lettura della classifica della città di Trapani al primo posto in Italia per il numero di querele ha ridoTto a più miti consigli il nostro primo cittadino. Ma un pesante rimbrotto attraverso un lungo comunicato stampa è ugualmente arrivato.

Già al primo rigo Tranchida ci tiene a sottolineare che alle critiche “preferiamo rispondere con l’operosità e la determinazione tipiche delle formiche….. non si tratta di enfatizzare l’orgoglio della città di Trapani  e dell’intero comprensorio ( come sono lontani i tempi del Sindaco di Erice – sempre Tranchida – in guerra con il capoluogo su tutto rifiutava anche la più banale richiesta di collaborazione! Ndr) dando voce a chi non vuole rassegnarsi a far parte di una città fanalino di coda in Italia e in Europa ( comepurtroppo dimostrano le recenti classifiche del Sole 24 ore relative anche alla sua gestione amministrativa ndr), l’obbiettivo principale e farla risorgere”.  Per riuscirci, continua, “non occorre solo rimuovere la polvere della cattiva amministrazione, ma anche, in primo luogo, rimuovere l’oblio che ha coperto, fino a renderle opache, le nostre bellezze”. Segue tutto un excursus,anche storico, intriso di retorica sulle origini storiche della città: “ di questa storia culturale siamo innegabilmente figli”. Poi richiamandosi ad una “strategica consapevolezza” ritiene necessario aggiungere alle bellezze naturali che la città ha, “labellezza culturale nelle sue varie declinazioni e sfaccettature”. 

Siccome il 2021, anno della candidatura della città a “capitale della cultura italiana” è ormai vicinissimo e che per lo stesso anno Trapani non è più soltanto candidata, ma protagonista delle “Europeade”, bisogna diventare operativi e essere coscienti di avere la capacità umana, anche numerica,  e tecnica di fronteggiare contemporaneamente i due eventi. Si parte” dal dossier con cui Trapani e i comuni  Elimo Ericini concorsero  alla candidatura del 2018, che però fu vinto da Palermo”. La prima riunione è stata con l’ordine degli architetti, alla quale hanno partecipato le assessore Patti e D’Alì, riunioni che continueranno sempre con gli architetti nei prossimi giorni.

Poi, leggiamo, “ verrà aperto il confronto istituzionale con la Diocesi di Trapani, l’Ente Luglio Musicale, la Biblioteca Fardelliana, i giovani e le associazioni  del terzo settore, senza dimenticare la Soprintendenza, il Museo Pepoli e L’Università ( che però è solo una sezione staccata dell’ateneo palermitano)”. Annunciatal’apertura di una pagina facebook, per raccogliere idee, proposte. La conclusione, tutta retorica: “scommettiamo tutti insieme sul nostro futuro e sulla nostra eccezionale cultura. Siamo trapanesi”.

Già con un sindaco che è nato e sempre vissuto a Valderice, con un paio di assessori che vivono a Erice e una nata e vissuta a Marsala che, dicono i rumors mai smentiti, proprio Tranchida voleva candidare come sindaco a Marsala. Operazione politica fallita per volontà dei marsalesi.

                                                                                                                             Aldo Virzì