APERTO IL VASO DI PANDORA DI BADIA GRANDE

Trapani come Marsala, come Palermo, come Bari Palese e come altri centri per immigrati gestiti dalla cooperativa Badia Grande. Il coperchio che “nascondeva” l’organizzazione interna al sistema Badia, scoperchiato da un articolo del nostro giornale e rilanciato dai social, sembrerebbe aver dato il coraggio della denunzia a molti, soprattutto ex dipendenti che hanno preferito licenziarsi che continuare a subire il “gioco” dei gestori della cooperativa madre e delle due collegate. Come era ovvio attendersi ci sono anche, pochi, sostenitori della “proprietà”. 

C’è anche chi se la prende con il giornalista “colpevole” di avere fatto il suo dovere professionale dando voce a chi con coraggio, con tanto di nome e cognome, si è rivolto alla magistratura ed al Prefetto raccontando fatti circostanziati, non opinioni, sulla realtà di queste cooperative (Badia Grande e le succursali GSM e Riciclo) che gestiscono un vero e proprio “affair”. 

Un sistema, quello di Badia Grande, che i lavoratori del CPR (centro per immigrati) di Bari Palese conoscono dal giugno 2018, come ci ha fatto sapere con posta elettronica un lavoratore a nome di tutti coloro che prestano servizio in quella struttura. Ci scrive: …….abbiamo letto il vostro articolo e abbiamo notato che tutte, ma dico tutte, le problematiche denunciate sono assolutamente simili a quelle denunciate da noi al nostro sindacato e di conseguenza alla procura della repubblica già nel gennai 2019. Ci piacerebbe condividere le informazioni e arrivare ad  una soluzione concreta con questi signori e rendere pubblico che questa cooperativa ed il suo presidente continuano imperterriti a creare, cioè disagi, abusi e dimissioni a tutto spiano a carico dei dipendenti esausti ed esasperati. Attualmente il numero del personale è ridotto al minimo, addirittura sotto lo standard contrattuale come previsto dal capitolato d’appalto dei CPR con gravi conseguenze anche a livello igienico sanitario, abbiamo un solo infermiere in turno H24, praticamente recluso all’interno della struttura; il medico  previsto è presente solo pochi giorni al mese..e tanto altro, ovviamente anche questo denunciato”. Poi il lavoratore ci informa di lavoratori che “……..dopo denunce e decreti ingiuntivi per mancati pagamenti delle retribuzioni – se così le vogliamo chiamare, visto che è quasi certo che ci fregano sugli stipendi – hanno ricevuto lettere di trasferimenti, sospensioni, minacce varie, tanto e vero che tramite sindacati e avvocati sono stati tutti contestati e ritirati”. 

Questo il quadro non proprio edificante che arriva da Bari, ma c’è anche quanto arriva da Catania, come ci informa Mimma Argurio della segreteria regionale della Cgil, ed è relativa al contenzioso aperto a seguito della chiusura del CARA di Mineo. Tralasciamo i giudizi e fermiamoci ai fatti del contenzioso per il quale è stato interessata la Prefettura di Catania: “ci sono ancora 12 lavoratori che devono avere una serie di stipendi arretrati, mentre tutti quelli del LOTTO 1 avanzano il Tfr”. Potrebbe esserci anche altro.

Il vaso di Pandora è stato aperto.

Aldo Virzì