L’ATM HA IL NUOVO CONSIGLIO DI AMMINISTRAZIONE E I VECCHI DUBBI

E così un altro tassello del “grande gioco” che il Sindaco di Trapani persegue ai fini del coronamento dei suoi obbiettivi politici è andato in porto. L’avversata municipalizzata dei trasporti quando a Erice c’era un altro sindaco, cioè Lui, da ieri è “accolta” nel nuovo consiglio di amministrazione insieme ai comuni di Paceco e Favignana. Questi ultimi sino a ieri non avevano mostrato un benchè minimo interesse e, improvvisamente, si sono convertiti sulla via di Damasco. Certo rimane l’interrogativo sui motivi.

Il nuovo consiglio di amministrazione dell’ATM è stato nominato e da domani sarà anche insediato, i nomi sono anche noti: Salvatore Barone, già direttore generale della municipalizzata, da qualche giorno in pensione, riprende con maggiore intensità a frequentare gli uffici di Piazzale Giovanni Paolo II; Annarita Carpinteri, libera professionista; Carlo Zaccarini, noto avvocato cassazionista. Questi i tre componenti di nomina Tranchidiana che da soli fanno maggioranza. Poi ci sono le minoranze dei tre comuni, ma che si sono dovuti “spartire” i due posti rimasti; si tratta dell’avvocato Sabrina Giudici e del commercialista Francesco Murana. E’ noto che il sindaco di Trapani si definisce e si picca di essere  “un uomo del fare”, quindi c’era da scegliere il presidente del consiglio di amministrazione. Scelta immediata, designazione di Tranchida per Salvatore Barone che oltre ad essere stato per lungo tempo direttore generale, per pochi mesi ha rivestito anche la carica di amministratore unico contemporaneamente  all’uscita dell’ing. Massimo La Rocca per fine incarico. Ultimo passo da compiere perché l’ATM torni alla “nuova” normalità, definire il concorso di direttore generale che dovrebbe essere alle battute finali.

Per l’ATM sarebbe già pronto di fatto un nuovo incarico: la gestione dei parcheggi del comune di Erice che si aggiungerebbe a quello di Trapani. Non ci sono parcheggi a Favignana, ma c’è Paceco e un pensierino si può sempre fare.

Tutto bene? per niente, se stiamo alle prese di posizione dell’opposizione interna e esterna al consiglio. Già, perché, come è noto, “il diavolo fa le pentole ma non i coperchi”, e allora tutto il centrodestra unito fa sapere al sindaco Tranchida, al quale in campagna elettorale, almeno una parte, aveva concesso un largo benefit, “ di avere fatto una fuga in avanti, una farsa o meglio un’operazione mediatica”. E aggiungono che “i comuni al momento non sono entrati nella compagine societaria di ATM, non ne fanno parte, devono prima deliberare i rispettivi consigli comunali………tutto deve essere fatto nel rispetto dei bilanci dei rispettivi consigli comunali che si sono resi disponibili a entrare in ATM”. Un capitolo particolare riguarda Erice, e in particolare, l’eventuale incarico ad ATM della gestione delle strisce blu: c’è infatti la dichiarata disponibilità alla gestione da parte della Funierice che è una partecipata al 50% del comune ericino e l’altra metà dell’ex provincia, mai tenera con Tranchida. L’opposizione fa intendere che in caso di affidamento all’ATM “la sezione della Corte dei Conti potrebbe verificare”.

Allora, le nomine fatte? Per l’opposizione solo quell’operazione mediatica senza altro valore giuridico-amministrativo.

Ma c’è anche una opposizione interna. Autore il solito “pierino”, il consigliere Giuseppe Lipari, diventato una spina nel fianco di quella maggioranza che anche lui nel voto elettorale ha contribuito a formarsi. Questa volta “boccino”, come lo chiamano affettuosamente gli amici, ha fatto pervenire ai giornali copia del “patto civico” stipulato all’inizio della campagna elettorale da Tranchida con le liste che sostenevano la sua candidatura. Al punto sei del patto c’è scritto testualmente: ”circa le nomine delle partecipate e/o sottogoverno si procederà con debito avviso pubblico nei termini di legge ma con periodo di prova/ tagliando trimestrale di verifica ( non solo titoli….ma esami sul campo)”. Patto rispettato? per nulla. Ma il giovane “boccino” che accusa il Sindaco Tranchida “di gestire la città come fosse una sua cosa personale” deve rendersi conto che le elezioni ci sono state e quei patti sono stati di fatto stracciati……..non sono i soli!

                                                                                 Aldo Virzì