BADIA GRANDE: MONTA LA RABBIA PER GLI STIPENDI NON PAGATI

Solo interlocutorio l’incontro tra Antonino Manca, il deus della cooperativa Badia Grande e i sindacati. Al centro della riunione il problema dei 39 dipendenti del centro di Milo che rischiano il licenziamento “minacciato” da Manca, dopo la chiusura del centro,deciso dalla Prefettura dopo gli incendi causati dalla protesta degli immigrati.

Problema spinoso che è andato ad aggiungersi agli altri esplosi con la denunzia alla Procura della Repubblica sui sistemi di conduzione da parte di Badia Grande nei confronti dei dipendenti su cui ci siamo diffusi in precedenti articoli. Problemi che rimangono tutti aperti e che si sono allargati ad altri centri della Sicilia, ma anche del Paese. Segnalazioni ci arrivano soprattutto dalla Puglia, da Foggia e da Bari, per situazioni analoghe. Ai permessi e ferie forzate, al Tfr etc si deve aggiungere quello più immediato del pagamento degli stipendi arretrati.

Nel corso del primo incontro tra Badia Grande e sindacati alla presenza del Prefetto di Trapani, c’era stato un impegno di Manca di pagare immediatamente un mese di stipendio e a seguire gli altri, sia pure con una scadenza; da quanto ci viene comunicato anche questa volta l’impegno è stato disatteso. Eppure c’è gente che aspetta lo stipendio dal giugno dello scorso anno, altri, la maggior parte, da almeno 4 mesi. Una situazione per loro insostenibile.

La situazione rischia di diventare esplosiva. Per mesi e mesi c’è stata la paura della denunzia tra i lavoratori che operano nei vari centri del Paese sul sistema Badia Grande, molti hanno preferito licenziarsi. Ora che quel sistema è stato fatto conoscere si è aperto il vaso di Pandora e le segnalazioni arrivano, anche da chi, per esempio a Palermo, ha scritto persino al Ministro dell’Interno per denunciare  sempre le stesse situazioni. Purtroppo senza ricevere risposta.

Da Trapani, dalla Prefettura, le prime risposte stanno arrivando e non sembra siano gradite alla dirigenza di Badia Grande, che però sarà costretta a recepirle.

Aldo Virzì