REFERENDUM : NASCE A TRAPANI IL COMITATO NOINO

Nel silenzio assordante dei partiti che in parlamento hanno votato per la riduzione dei parlamentari, in particolare dei cinque stelle che hanno voluto questa misura solo demagogica, nasce a Trapani il comitato di chi si oppone e che il 29 del mese voterà un grosso NO.

Per l’ufficializzazione pubblica della nascita del comitato hanno scelto un luogo istituzionale che nel tempo ospitava il plenum del consiglio comunale del capoluogo, l’ex aula consiliare oggi dedicata al Prefetto Sodano. Il consiglio comunale si è trasferito, come è noto a Palazzo Senatorio e contestualmente, per quanto casualmente, è cominciata la riduzione del numero dei consiglieri comunali: da quaranta a trenta, ora a 24. Il risultato di  qualità e quantità di questa diminuzione – che, ovviamente, ha interessato tutto il Paese, ma noi ci fermiamo a Trapani – è abbastanza noto ai trapanesi.

Anche su questo automatismo, che oltre ai consigli comunali ha interessato le provincie e le regioni, si è soffermato Corrado Carpentieri, che coordina il comitato NOINO per denunciare il “vero effetto”, quello della riduzione della rappresentanza istituzionale, favorendo i pochi che hanno la possibilità di farsi eleggere, magari per rappresentare interessi diversi da quelli di massa dei cittadini.

Carpentieri ha illustrato le ragioni del No il 29 marzo aiutandosi con delle slide e di un volantino che vedrà una diffusione capillare in città, nel quale tra l’altro è specificato che se vince il SI in Sicilia la rappresentanza istituzionale perderà 20 deputati e 9 senatori; questa provincia rischia di non avere più un suo rappresentante. Ma ilo motivo principale è quello più strettamente politico : “ il vero significato di questa riforma è che vogliono tagliare la rappresentanza popolare e tagliare la democrazia”.

Alla conferenza stampa era presente, invitato, anche il rappresentante dell’ANPI, l’Associazione Nazionale dei partigiani d’Italia, che ha dato l’annuncio che anche la gloriosa associazione  -che tra i suoi principali valori e obbiettivi ha quello della difesa della costituzione consegnataci dai nostri Padri costituenti perché non venisse snaturata  e manomessa– darà indicazione di votare NO al referendum. Farà campagna elettorale in forma autonoma attraverso la sua struttura presente in tutta Italia: “questa riforma mal congegnata, dice l’ANPI, risponde ad una logica populista e antiparlamentare che aumenta il discredito verso la democrazia……verso le istituzioni democratiche, riducendole a <poltrone> verso gli eletti, sprezzantemente definiti <casta>”.

Aldo Virzì