UNA RINGHIERA CHE DIVIDE

Diventa un caso, tra il tecnico ed il politico ma anche il sociale, la ringhiera della Marina di Trapani. Uno scontro che vede da una parte l’Autorità portuale che ha deciso di rimuovere la storica ringhiera di Viale Regina Elena e sostituirla con una fredda in stile ultra moderno; dall’altra Italia Nostra e più recentemente le consigliere comunalI di cinque stelle.

Andiamo con ordine. Già prima che iniziassero i lavori, Italia Nostra che gode della collaborazione di esperti urbanisti, conosciuto il progetto era uscita allo scoperto con un documento che bocciava il progetto dell’Autorità marittima e suggeriva misure restaurative tecniche della vecchia ringhiera in ghisache, per colpa di chi nel tempo ne aveva il potere,era stata abbandonata. Ne era stata interessata anche la Soprintendenza che, allora come oggi,aveva dato la sua disponibilità a recepire la loro istanza. Purtroppo non se ne era fatto nulla e i lavori sono iniziati. Così Italia Nostra ha reso pubblico un nuovo comunicato con il quale definisce “non soddisfacente, il risultato dei primi metri di ringhiera collocati”, aggiunge con riferimento all’aspetto estetico “ contestualizzato alla storia millenaria del porto di Trapani, che non migliora né tutela quel paesaggio urbano storicizzato, anzi: quindi non convince “.

Ma Italia Nostra profitta di questa occasione per fare osservazioni interessanti sul rapporto che deve esserci tra la città nel suo insieme e organi terzi,quale per esempio l’autorità portuale che gode di una sua autonomia: “i confini tracciati sulla carta nella realtà non esistono: il confine tra il demanio portuale ed il territorio comunale non è percepibile e non dovrà mai esserlo”. Insomma una critica pesante a chi, l’autorità portuale, ha deciso in autonomia senza confrontarsi con alcun interlocutore. Italia Nostra fa anche un passo indietro per ricordare quanto era già accaduto “con il progetto e la realizzazione della stazione marittima degli aliscafi senza tenere conto della disposizione <a pettine> delle più antiche vie del quartiere Casalicchio”. E se non bastasse: “Italia Nostra non vuole assistere alla costruzione della nuova stazione marittima né alla costruzione della nuova banchina per le navi da crociera e alla edificazione di nuove attrezzature portuali al Ronciglio….. senza un programma di riferimento che fosse condiviso.” Infine ritorna sul problema ringhiere: “Italia Nostra si oppone al messaggio che se una parte costituente il patrimonio culturale locale è <assai deteriorata> potrà essere buttata via!” e torna a chiedere il restauro e la manutenzione.

Intervengono le due consigliere cinque stelle Francesca Trapani e Chiaera Cavallino, argomenti più o meno simili: “Ancora una volta, come sta accadendo per il nostro patrimonio arboreo, questa città dimentica le sue origini e, ancora una volta, perde inerme un pezzo di se, nel silenzio di tanti. I beni comuni dovrebbero essere una battaglia di tutti.  Ci chiediamo che fine farà questa città?”

                                                                                Aldo Virzì