COVID 19: LAVORATORI A RISCHIO. I SINDACATI CGIL, CISL, UIL SCRIVONO AL PREFETTO

Sono preoccupati i sindacati confederali di CGIL, CISL e UIL, preoccupati delle condizioni nelle quali operano i lavoratori delle imprese nella provincia di Trapani. Una preoccupazione che hanno deciso di esternare con una lettera al Prefetto Tommaso Ricciardi.

““Siamo preoccupati per l’allarme che proviene da diversi luoghi di lavoro sul mancato rispetto delle direttive dei decreti ministeriali sulla sicurezza dei lavoratori varati per affrontare l’emergenza da Covid 19”, scrivono i tre segretari generali di Trapani di CIGIL, CISL E UIL Filippo Cutrona, Leonardo La Piana e Eugenio Tumbarello. Chiedono al Prefetto la convocazione d’ urgenza “anche valutando l’opportunità garantita dalla webconference, di un incontro, al fine discutere e approfondire la condizione in cui versa il territorio trapanese”. L’obiettivo è costituire un tavolo permanente finalizzato a coordinare tutte le iniziative e i controlli da mettere in atto per la salvaguardia, la salute e la sicurezza dei lavoratori in tutti i luoghi di lavoro, con particolare attenzione a quelli medi o piccoli, in modo tale da garantire la piena applicazione delle misure contenute nei decreti e negli accordi. 

A preoccupare Cgil Cisl Uil, quindi  è quanto sta emergendo in diversi posti di lavoro  pubblici e privati dove spesso mancano mascherine e guanti e si fatica a rispettare anche la regola sul distanziamento sociale. Tutto ciò, lamentano i sindacati, evidenzia il mancato rispetto delle direttive dei decreti della Presidenza del Consiglio dei Ministri sul contrasto all’epidemia Covid-19 e del protocollo  di regolamentazione delle misure per il contrasto e il contenimento della diffusione del virus Covid-19 negli ambienti di lavoro condiviso tra Cgil, Cisl e Uil e le associazioni datoriali maggiormente rappresentative. I tre segretari, Cutrona, La Piana e Tumbarello concludono “chiediamo anche di estendere la convocazione alle associazioni datoriali e a tutti gli enti preposti al rispetto delle misure, nei limiti delle competenze di ciascuno”.