Appello, il Covid 19 e il pericolo per le carceri italiane.

In redazione, abbiamo ricevuto questo appello sulla situazione nelle carceri. Ci sembra giusto pubblicarlo per la costruttivita’ degli argomenti sollevati.
Esiste una realtà…

Una realtà che vive una tragedia nella tragedia…e non siamo di certo noi, “limitatamente” privati della nostra libertà, impossibilitati nel fare la corsetta del pomeriggio o l’aperitivo del sabato sera… No amici miei!

Premesso che condanno ogni forma di protesta violenta che nelle settimane passate si è verificata (opera di “imbecilli” che per questo subiranno le giuste conseguenze) ma una riflessione ed un grido d’aiuto per tutti è d’obbligo!

In Italia ci sono più di 61.000 detenuti (non so se il dato è aggiornato) tristemente abbandonati al loro destino e giustamente SPAVENTATI… non solo per quello che può accadere a loro ma anche per quello che sta accadendo ai loro affetti, non potendo ricevere giornalmente notizie dalle loro famiglie e disponendo in certi casi di una sola telefonata di pochi minuti a settimana per trovare conforto dal mondo esterno (visto che nel frattempo i colloqui sono stati sospesi e non tutti gli Istituti hanno predisposto videochiamate per colmare questo vuoto)…

All’interno di quelle mura non c’è sempre il “lupo cattivo”… oltre alla Polizia penitenziaria e agli altri operatori che egregiamente svolgono il loro lavoro, ci sono Uomini ancora in attesa di giudizio, vittime di errori giudiziari, uomini e donne in attesa di una seconda possibilità, realmente pentiti e desiderosi di iniziare una seconda vita… Perché alla loro rieducazione deve tendere la nostra pena, non già al loro annullamento.

Ci sono persone che meritano di avere tutelata la propria salute proprio come me e te… ed invece sono tristemente abbandonati al loro destino; abbandonati da uno Stato sempre più assente e cieco che sta dimenticando i nostri Valori costituzionali, quei principi che fanno del nostro Paese un paese democratico!

IL CORONA VIRUS E’ GIÀ ARRIVATO ANCHE LÌ, com’era prevedibile… e gli istituti di pena non sono ambienti asettici a prova di reclusi e questo vale per i detenuti ma anche per la polizia penitenziaria e per tutti gli operatori che intervengono in quegli ambienti… non esistono cittadini di serie A e cittadini di serie B…

Non mi voglio dilungare ma ho bisogno che la voce di questi essere umani (perché tali sono) sia portata in parlamento e in qualunque altra sede per il rispetto dei loro diritti… permettete a chi ancora deve iniziare un giudizio o a chi deve scontare pene irrisorie delle misure alternative come gli arresti domiciliari o intervenite per sanificare quei posti o concedergli mascherine ed ogni tipo di protezione possibile, vista l’impossibilità di autoisolamento a causa del sovraffollamento degli istituti di pena.

So che la mia voce isolata resterebbe inascoltata ma abbiamo la possibilità di fare attenzionare un problema che sta per esplodere, a meno che non vogliamo avere tutti sulla coscienza le probabili morti che deriveranno da una diffusione incontrollata di questo terribile virus…

Vi prego condividiamo, facciamo il possibile e l’impossibile per aiutare queste persone dimenticate dallo Stato ma (mi auguro) non da Dio…
Chiediamo che venga tutelato anche il loro diritto alla salute in ogni modo umanamente e legalmente possibile!
Non facciamo che sia troppo tardi anche per loro