CHI DECIDERA’ SE DA ERICE SI POTRA’ ANDARE A TRAPANI? INTANT0 I DUE COMUNI SI ATTREZZANO ALLO SMART WORKING

L’Italia è un Paese con molte sfaccettature, ne dovremmo essere coscienti e consapevoli, ma questo certe volte ci sfugge. Sicuramente sarà sfuggito al Presidente del Consiglio dei Ministri e al suo staff allorchè hanno scritto, e lui firmato,l’ultimo decreto, quello della discordia tra Confindustria e sindacati sulla chiusura delle fabbriche non strettamente necessarie per salvaguardare i lavoratori. E’ sfuggito al Presidente del Consiglio per esempio che ci sono comuni “senza confine”, nel senso che i due comuni si intersecano in piena continuità abitativa. Esempio classico è quello fra Trapani ed Erice, a dividerli l’asse mediano della stessa strada.

Questa realtà pone ai cittadini trapanesi e ericini un grande dilemma: come obbedire al DCPM di domenica che al comma b) recita che “ è fatto divieto a tutte le persone fisiche di trasferirsi o spostarsi con mezzi di trasporto pubblico o privati, in un comune diverso rispetto a quello in cui attualmente si trova”?. Per abitudine e interessi consolidati di diverso tipo questi due comuni sono un unicum. Sono per esempio molti i trapanesi che si sono trasferiti in Erice ma i loro anziani genitori sono rimasti a Trapani; è noto che l’ospedale dove siamo nati e iscritti allo stato civile si trova in Erice. Di esempi se ne possono fare tanti. Come fare, quindi, a muoversi per avvertite necessità che non siano quelle previste dal DCPM ?

Un problema che si sono posti la Sindaca di Erice Daniela Toscano e gli amministratori di Palazzo D’Alì, che hanno deciso di rivolgersi al Prefetto per trovare una soluzione. C’è un particolare: il Prefetto non ha il potere di derogare ad un Decreto, potrà, e sicuramente lo ha già fatto, chiedere alla Presidenza del Consiglio una norma in deroga. Aspettiamo.

Intanto sia al comune di Erice che di Trapani si continuano ad organizzare gli uffici comunali secondo le norme dello smart working. A Erice tutto è stato già deciso e operativo anche per i servizidemografici che rappresentano per tutti il punto centrale di contatto tra l’amministrazione i suoi uffici ed il cittadino. Con personale ridotto al minimo l’anagrafe ericina aprirà un solo giorno alla settimana a Rigaletta e un giorno a Milo; lo stato civile che per legge deve sempre rimanere “aperto” adopera sistemi di reperibilità e presenze negli uffici, ma solo per gli atti urgenti e necessari, non certo per il rilascio di un certificato che in queste settimane non serve.

Situazione diversa a Trapani per l’anagrafe che  ancora oggi ha gli uffici aperti al pubblico sia pure in forma ridotta. Ma la situazione dovrebbe cambiare già da domani e non solo per i servizi demografici. I dirigenti si stanno uniformando alla circolare che l’assessore al personale Dario Safina ha trasmesso a tutti i dirigenti nella quale tra l’altro si legge che “in adesione a alle norme la modalità di lavoro in smart working è diventata modalità ordinaria alla quale uniformare gli uffici”, ad eccezione di quelliindifferibili tipo vigili urbani, protezione civile etc. Scrive Safina che questa modalità ai dipendenti dovrà essere <imposta> “prescindendo dagli ordini di servizio” e aggiunge che “ nel caso il lavoro agile non possa essere adottato dovranno essere utilizzati gli strumenti delle ferie pregresse, del congedo, della banca ore, della rotazione”. Da giorni fanno sapere una parte del personale è già in smart working; da domani dovrebbero spopolarsi gli uffici comunali compresi gli uffici anagrafici, rimanendo solo gli indispensabili, compreso lo stato civile.

Sarà svuotato anche Palazzo D’Alì dove da giorni non ci sono più gli amministratori, a cominciare dal Sindaco; è stato Tranchida a raccomandare, si potrebbe dire a ordinare, ai colleghi di giunta di rimanere a casa per non rischiare di rimanere contagiati ( già, non sono mica medici! ndr) e lavorare utilizzando le tecnologie, anche per le riunioni di giunta che si svolgono in teleconferenza. Ovviamente qualche assessore è “costretto”, in particolari momenti, a girare per la città facendo compagnia a quei dipendenti comunali ai quali non è concesso stare a casa.

Aldo Virzì