Avremmo preferito lamentarci… di Giovanni Cammareri

Avremmo preferito lamentarci. Dei figuranti, dell’itinerario, dei forti ritardi, della via Fardella, del senso e dell’andazzo generale contemporaneo di questa processione secolare. Delle solite cose insomma di cui ogni anno ci lamentiamo. Lo avremmo preferito di gran lunga. Avrebbe almeno significato la vita racchiusa in uno spazio temporale catartico, nella Pesach ebraica, ossia nel “passaggio”, il transito stagionale rigenerante e atavico appartenente alla natura e all’uomo che della natura fa parte.  Scusate se è poco. Come poco è stato lo spazio riservato quest’anno al principio di tutto questo. Meno di un soffio, praticamente un’illusione, un annuncio di festa durato soltanto un solo venerdì quaresimale, il primo. E’ lì che praticamente è finito tutto, perché appena al secondo aleggiava nell’aria l’angoscia e la preoccupazione verso qualcosa che avrebbe compiuto uno scippo, giocando al beffardo raddoppio della normale durata di un anno: e due anni per rigenerarsi sembra un tempo insostenibile.

Ma quante altre volte è successo? Difficile dirlo con certezza anche perché mancava una volta la marcata inflessione dell’enfasi che molte cose oggi sembra voler fare giganteggiare a tutti i costi. Epperciò magari poco si annotava a parte quella famosa lettera ufficiale di Monsignor Palermo, vescovo di Mazara del Vallo, quando autorizzando il ripristino della processione stabiliva orari, chiese da visitare e altro. Correva il 1761 e se parliamo di una vera e propria autorizzazione a ricominciare è perché nei due anni precedenti la processione dei Misteri non s’era svolta. Per cattivo comportamento dei partecipanti, si disse. Di fatto, taluni tafferugli erano accaduti nel 1758 durante il transito del corteo all’interno della chiesa di S. Maria di Gesù.

Curiosamente, la processione trapanese ebbe luogo negli anni della I Guerra Mondiale eccettuato per il 1918. I motivi furono di natura bellica e non epidemica visto che la cosiddetta “spagnola”, così chiamata in quanto furono i giornali iberici a parlarne per primi, giunse in Europa in agosto facendo registrare in Francia i primi casi.

Tutto riprese nel 1919 fino a talune restrizioni d’orario da annotare negli anni 1938 e 39, quando il momento politico e il Prefetto Sergio Dompieri costrinsero ad anticipare di un paio d’ore l’orario d’uscita, alle 14 anziché le 16. I rimbrotti istituzionali s’erano già fatti sentire nel 1937 quando il 9 marzo il funzionario inviava una lettera al Questore e alle autorità di pubblica sicurezza, esprimendo riprovazione per il protrarsi della processione nelle ore notturne, pretendendone il rientro alla mezzanotte, alla fine fissato alle 2 della notte.

Dal 1940 tutto si fermò drasticamente e dolorosamente. Il dramma gettò un’ombra lunga ben sei anni, rendendo  peraltro indelebile la data del 3 aprile 1943, quando la città subì il più atroce bombardamento.

I danni riguardarono il rione S. Pietro e le bombe non risparmiarono il versante sud occidentale dell’oratorio di S. Michele dove si conservavano i Misteri. Alcuni di essi furono gravemente danneggiati, altri lievemente; uno, l’Elevazione in Croce, distrutto. I Gruppi superstiti (la maggior parte) vennero condotti in varie chiese della città; i pezzi vennero raccolti nelle chiese di S.Lucia e dell’Immacolatella.

Frattanto, esattamente nel 1944, le cerimonie della Settimana Santa ricominciavano con le processioni della Madonna dei Massari e della Pietà oggi detta “del popolo”. Furono processioni di silenzio e di fede e nient’altro potevano essere visto che assai s’era elargito a una causa assurda.

Nel 1946, finalmente, uscendo dalla chiesa della Badia Grande la processione dei Misteri ritornava tra strade ancora invase dalle macerie, in una città stravolta, cambiata nella forma e nel suo intimo. L’importante era ricominciare. Di Gruppi ne mancavano e fu una processione di non tanto lunga durata, dalle 16 alla mezzanotte: sebbene i fisiologici ritardi la prolungarono un po’ oltre.

L’anno successivo trasferimento al Collegio e prima via Fardella della storia. Una processione dalle connotazioni più ufficiali rispetto alla precedente vide il ritorno dei Salinai; ancora assenti Fruttivendoli, Falegnami, Funai e Canapai, Sarti.  

Nel ‘48 il Mistero della Lanciata è pronto. Nel ‘51 gli altri tre (Guanciata, Sollevazione e Deposizione), anche se i Falegnami usciranno il nuovo Mistero (oggi nell’ex chiesa di S. Agostino) solo per quell’anno, ritenendolo troppo difforme da quello andato in frantumi a S. Michele. Solo nel 1956, con una terza Sollevazione, questa volta abbastanza aderente alla prima, la processione andrà in scena completa e con continuità a parte qualche repentina entrata a causa della pioggia. Nel 1966, venne proposta ridotta nella durata (entrata a partire dalla 1,30) e nel percorso, cioè senza la via Fardella. Quindi il presente, che visto da qui, da quest’epoca zozza e come se non bastasse perfino infetta, in un certo senso, nostro malgrado, ci ha fatto vivere la storia, quella che fra molti anni altri cronisti racconteranno.     

                                                                                                     Giovanni Cammareri

Al momento questi i motivi e le date conosciute del Venerdì Santo in cui la processione dei Misteri non ebbe svolgimento.

1759: 13 aprile (sospesa dalle autorità ecclesiastiche)

1760: 4 aprile  ( ,,           ,,       ,,              ,,            )

1918: 29 marzo (motivi bellici inerenti la I Guerra Mondiale)

1940: 22 marzo (motivi bellici inerenti la II Guerra Mondale)

1941: 11 aprile  ( ,,         ,,         ,,        ,,        ,,           ,,     )

1942: 3 aprile    (    ,,         ,,          ,,       ,,        ,,           ,,  )

1943: 23 aprile  (  ,,         ,,          ,,       ,,        ,,           ,,    )

1944: 7 aprile    (   ,,         ,,          ,,       ,,        ,,           ,,   )

1944: 7 aprile    (   ,,         ,,          ,,       ,,        ,,           ,,   )

1945: 30 marzo (    ,,         ,,          ,,       ,,        ,,           ,,  )

2020: 10 aprile  (epidemia da Coronavirus)