LO SCANDALO SANITA’ E L’ARRESTO DI DAMIANI. LE REAZIONI

La tecnica è nota: minacciare i giornalisti se si permettono di divulgare una notizia vera ma “fastidiosa”. La mette in atto Gianfranco Miccichè, presidente dell’assemblea regionale non appena i giornalisti pubblicano l’intercettazione di un colloquio tra Damiani, allora aspirante alla Direzione generale di Trapani, e Salvatore Manganaro, suo faccendiere di riferimento, vengono i nomi di chi sarebbero i suoi referenti politici, chi sponsorizza con forza, ottenendo il risultato, la sua candidatura: “chi c’è dietro questa candidatura lo sappiamo solo noi e Gianfranco.

Il pupo è Turano ( l’alcamese Mimmo Turano, assessore regionale alle attività produttive ndr)….u puparo è Miccichè”. Il Presidente dell’ARS replica: “se solo un organo di informazione si permetterà di scrivere che io sono lo sponsor del signor Damiani, subirà una denuncia penale e civile per risarcimento danni. Mi sono scocciato di sopportare organi di stampa che, leggendo nell’ordinanza del GIP, il tentativo non riuscito di farsi sponsorizzare da me, scrivono tutto il contrario”.

Per la verità gli organi di stampa scrivono quanto si sono detti Damiano e Manganaro, se proprio insiste quereli loro o se trova il coraggio ( ma è un voluto paradosso) i magistrati che hanno riportato il contenuto dell’intercettazione. E’ certo che qualcuno ha sponsorizzato la nomina di Damiani a DG dell’ASP di Trapani. Il nome che esce fuori è quello di Miccichè.

Nel provvedimento si legge il nome dell’on. Carmelo Pullara, capogruppo dei Popolari-autonomisti che dice di “non aver ricevuto alcun avviso di garanzia e che comunque non si è mai interessato di procedure di gara salvo quando dovuto nell’espletamento delle mie funzioni”.

Poi c’è la reazione di Musumeci che annuncia che la Regione si costituirà parte civile; sembra il minimo. Nessun accenno alle responsabilità politiche. L’assessore regionale alla sanità Razza, che nei giorni scorsi era a Marsala insieme con Damiani all’ospedale “Paolo Blorsellino”, mette in evidenza i tempi del malaffare incriminato, 2016, cercando di allontanare sospetti di natura politica: “ quando abbiamo applicato il protocollo anticorruzione Anac-Agenas avevamo individuato nel rischio gare quello più alto”. Poi si dice “ attonito dalle risultanze di questa attività investigativa”

Interviene Orlando, sindaco di Palermo:” i siciliani si attendono la costituzione di parte civile della Regione Siciliana insieme ad ogni utili provvedimento per contrastare la corruzione sistemica che affligge la sanità pubblioca della nostra regione”

Da Trapani la reazione arriva dal sindacato CGIL, il segretario provinciale confederale Filippo Cutronacosì commenta : “L’operazione di stamani ‘sorella sanità’ ha scardinato una condotta criminale volta a lucrare sul sistema sanitario siciliano, sulle malattie della gente e sui lavoratori della sanità. Se le accuse dovessero essere confermate – dice ancora il segretario Cutrona – è aberrante sapere che le stesse persone che si professavano paladine della legalità e della corretta gestione delle aziende sanitarie provinciali sono le stesse accusate oggi di essere i fautori di un sistema di corruzione creato facendo business sulla sanità con appalti pilotati e mazzette”.

                                                                                                                         Aldo Virzì