LA GRANDE ( ? ) ZTL 2

Bellegarigue affermò: “quando voi chiedete la libertà al governo, la stupidità della vostra domanda dimostra immediatamente ad esso che non avete nessun concetto del vostro diritto; la vostra petizione è l’atto di un subalterno, voi dichiarate la vostra inferiorità…”.

E sia. Perché, citazioni a parte, la grande ZTL, oltre a stimolare quesiti, rimane soprattutto una scommessa. Per la sua razionalità in primis. Secondo, per la presunta utilità.

Le cose si complicano provando a concentrarcisi sulle modalità di fruizione giusto con la comparsa della cartellonistica quando, almeno fino a domenica scorsa, testualmente informava: “Parcheggi a pagamento per i soli mezzi autorizzati alla sosta dalla Polizia Locale”. Un rompicapo. Per forestieri e sudditi. Perché senza volere scomodare l’Accademia della Crusca, in termini grammaticali significa che i primi, al momento di parcheggiare, sebbene a pagamento, dovranno prima provvedere a farsi autorizzare dalla Polizia Locale. I secondi invece, già autorizzati per tempo in quanto indigeni, dovranno comunque pagare.  E ciò sarebbe risultato in palese dissonanza con il punto -e- dell’ordinanza n.98 del 3 luglio 2020, anch’essa non certamente specchio di chiarezza, ove recita: “ i residenti o i dimoranti sono autorizzati H24 nelle aree a pagamento alla sosta gratuita”.

Infatti, lunedì, spunta finalmente un’aggiunta chiarificatrice in campo rosso: “eccetto residenti autorizzati”. Che di primo acchito lascerebbe spazio all’ottimismo dei residenti, anche se alcuni di essi non paiono ancora del tutto convinti del senso dell’aggiunta, e perdurando il malcontento dei permessi rilasciati per una sola vettura a famiglia. Altro componente è sottoposto a gabella di10 euro al mese. Cento, per i professionisti, i titolari di imprese e loro dipendenti. Oppure, – nota, come si dice, del redattore – 1 euro e 50 per frazione di mezzora (che fa 3 euro a ora!), 10 euro per tutto il giorno; così, genericamente. Ma non sarebbe stato più opportuno esplicitare da che ora a che ora? 

Insomma, il fastidioso problema della comprensibilità rimane tanto prioritario da tradursi in discorso di natura persino morale, denotando il sintomatico e totale disinteresse verso l’uomo della strada da parte di chi dispone.  Quasi un insulto. Che avalla e accentua la difficoltà del semplice quotidiano in una città sempre più da incubo. 

Se questa ZTL continua ad avere una mancanza di intelligibilità di fondo, sebbene giustificata dal Covid e dal decreto rilancio, nulla avrebbe impedito, fin da principio, la produzione di una cartellonistica più sintetica e chiara quale il codice della strada imporrebbe. Solo che da queste parti sono in pochi ad avere contezza dei propri diritti.

Per cui, ritornando ai segnali, da alcuni si evince la risaputa durata che va dal 7 luglio al 31 ottobre; da altre indicazioni contestuali il periodo confermerebbe la vecchia data dell’1 aprile stabilita qualche anno fa.

Ciò significherebbe la necessita di metabolizzare che in un anno, con diversificazione di zone, la situazione veicolare in città diventa oggetto di ben tre varianti. Annotare prego: 1aprile/31 0ttobre; 7 luglio/31 ottobre; 1 novembre/31 marzo. Come se nella vita di ciascuno non esistesse altro.

Infatti, continuando a scrutare questo arcano linguaggio comunicativo, diventa curioso decodificare i più significativi (la foto è anteriore all’aggiunta di lunedì). Sono posti l’uno sopra l’altro, all’interno i medesimi orari e le stesse diciture, ossia del… parcheggio a pagamento previa autorizzazione ma, attenzione al divieto di transito e al divieto di sosta con rimozione 0-24. E alle date d’inizio: 1 aprile e 7 luglio; il tutto, in un unico concentrato.

Quindi, se l’utente ritiene d’avere capito, si passa alle modalità di pagamento. E qui si parte dal presupposto che tutti, ma proprio tutti abbiano uno smartphone perché il cellulare, diciamo quello all’antica usato ancora, perché no, da qualcuno, magari dai più anziani, non consentono di scaricare le fatidiche app Drop Ticket e Easy Parck. Quindi necessita anche una certa dimestichezza tecnologica e infine possedere una carta prepagata. Altrimenti nisba. Ci rinunzi. Alla faccia della sensibilità per le difficoltà economiche “espresse da tanti pubblici esercizi della città” e “comprese” dall’amministrazione comunale. Che a parte ogni ragionamento e ogni azione di natura meramente politica (in tutte le accezioni possibili) soprassiede liberamente sul fatto che l’etica e la morale pretendono necessità di applicazione concreta. Nella vita di tutti. Ogni giorno.

                                                                                              Giovanni Cammareri