IL SEN. D’ALI’ CONDANNATO A SEI ANNI DI RECLUSIONE: “CONCORSO ESTERNO “ ALLE COSCHE MAFIOSE

Condanna pesante per il sen. D’Alì al termine dell’udienza conclusiva di oggi della Corte di Appellodi Palermo. Imputato di concorso esterno inassociazione a delinquere di stampo mafioso, Dalì è stato condannato alla pena di sei anni di reclusione. 

E’ questa la terza sentenza, non sappiamo se definitiva, che si riferisce alle vicende giudiziarie dell’ex senatore. Per ben due volte la Cassazione aveva annullato precedenti sentenze, una delle quali lo assolveva dalle accuse, sempre le stesse, di contiguità con la mafia, soprattutto con la famiglia mafiosa di Castelvetrano: la cosca dei Messina Denaro. Un rapporto che risalirebbe a Francesco Messina Denaro e che sarebbe continuato con il figlio Matteo. Ma la Cassazione aveva sempre sentenziato con rinvio: processo da rifare.

Così è stato anche questa volta, ed anche questa volta il processo ha visto la testimonianza di personaggi di primo piano della politica siciliana in difesa dell’ex senatore. Dall’altra parte una serie di associazioni che si erano costituite parti civili. La sentenza della corte presieduta dal dott. Antonio Natoli, se ha condannato D’Alì oltre ai sei anni di reclusione anche all’interdizione “in perpetuo dai pubblici uffici e incapace di contrattare con la P.A. per la durata di anni tre”, ha anche accolto la richiesta di risarcimento delle parti civili. Inoltre ha anche trasmesso alla Procura della Repubblica le testimonianze dell’ex presidente della Regione Salvatore Cuffaro, dell’ex ministro Pisanu, del Prefetto Mosca e di due imprenditori della provincia di Trapani. Sarà la procura ad indagare sull’eventuale falsa testimonianza.

Sarà adesso  interessante leggere le motivazioni della sentenza, la Corte si è data 90 giorni di tempo.

                                                                               A.V.

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