“LA FALSA PROPAGANDA SUL COVID MENTRE LA GENTE RISCHIA DI MORIRE”, CI SCRIVE NATALE SALVO

Il noto blogger trapanese Natale Salvo ha scritto al Direttore di questa testata una drammatica lettera appello-denunzia sulla situazione negli ospedali trapanesi relativamente alla cura del Covid. Lo fa da osservatore “privilegiato” perché è sua sorella l’ammalata di Covid ed è lui e altri familiari che stanno vivendo in prima persona il dramma.

Avremmo ben poco o nulla da aggiungere a questa denunzia che, ovviamente, volentieri ospitiamo. La sua denunzia basta, non riteniamo di aggiungere altro. Solo una nostra denunzia personale, rivolta proprio a Natale e ai suoi familiari, ma anche a tutti quelli che condividono la loro scelta: Natale e i suoi familiari sono convinti NO VAX, questa triste esperienza dovrebbe suggerire anche a lui, e non solo a lui,  la necessità di vaccinarsi e con urgenza. Intanto facciamo gli auguri più sinceri di pronta guarigione alla sorella di Natale. ( Aldo Virzì)

A mia sorella, 56 anni, in precedenza in buona salute, non vaccinata, è stata diagnosticata la polmonite covid ed è stata ricoverata. Nel riconoscere il dovuto impegno professionale ai medici ed agli infermieri degli ospedali S. Antonio Abate di Trapani ed Abele Aiello di Mazara del Vallo, non posso non denunciare come:

– all’arrivo in ospedale a Trapani, al tampone rapido mia sorella è risultata negativa. Positiva al Covid, al tampone PCR. In Ospedale mi han detto che i rapidi sono inaffidabili, i risultati sono esatti al 50% ( tipo lancio di moneta a testa e croce ). Ciò comporta che tanti falsi negativi sono in giro. A queste condizioni fare il tampone rapido è suicida per la collettività. – Le comunicazioni mediche con la famiglia sono pressocché nulle. Le famiglie dipendono da sms dei pazienti che non possono essere completi o corretti per evidenti ragioni.

– il contact tracking non funziona. Non sembra che sia chiesto e, in ogni caso, non in maniera completa e in ogni caso ancora l’USCA dopo 2 giorni – 48 ore – ancora non aveva fatto il tampone ai familiari stretti.

– all’ospedale di Mazara del Vallo (70 km da Trapani) non hanno i caschi per la respirazione assistita con ossigeno dei malati. Ciò comporta uso mascherina. Se durante la notte, mentre paziente dorme ma si muove, questa si stacca e nessuno se ne accorge che succede?

– i medici di famiglia e le guardie mediche non vanno a casa a visitare ammalati o presunti ammalati per assenza di protezioni (una tutina da pittore, guanti e mascherina alla fine). Così l’assistenza domiciliare e tempestiva non viene attivata e i pazienti si aggravano e poi finiscono in ospedale.

Mia sorella è stata trasporta all’ospedale di Mazara perché quello di Marsala (Covid) ad agosto è completo. E’ impossibile che sia completo. Se lo fosse ad ottobre moriremo tutti. Evidentemente aggiungono e tolgono posti letto per qualche motivo economico o statistico.

– L’ospedale di Mazara del Vallo non ha rianimazione. Se mia sorella si aggrava verrà trasferita a Castelvetrano (circa 20-30 Km). Ma correrà per la vita e in questo caso 30 minuti possono essere decisivi. Dal 7 agosto l’AIFA ha autorizzato le cure monoclonari. Ovviamente a Mazara non hanno questo farmaco. E’ appannaggio solo della Lombardia o dei raccomandati?

Tutto ciò premesso, mi domando se l’informazione (propaganda) che gira su tivù e giornali da l’effettiva situazione di abbandono organizzativo in cui versano i malati. Uccide il Covid o la mancata corretta assistenza?

Quanto scrivo forse non servirà per mia sorella, spero serva per altri.

                                                                                f.to    Natale Salvo

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