CETTINA MONTALTO CONFERMA AI MAGISTRATI  L’ACCORDO ELETTORALE SOTTOBANCO CON TRANCHIDA

Era abbastanza prevedibile: Cettina Montalto, già consigliere comunale e candidata sindaca di Erice non avrebbe fatto sconti a Giacomo Tranchida, attuale Sindaco della città capoluogo ed ex sindaco di Erice. Era stata Lei la principale protagonista quella della cena elettorale  del 2007 che, secondo l’accusa avrebbe sancito il patto elettorale scellerato fra la Montalto e Tranchida, diventati “finti” avversari. I fatti sono noti e sono stati confermati da tutti i testimoni che si sono succeduti nell’aula di palazzo di giustizia dove è in corso il processo contro l’ex deputato regionale del PSI Nino Oddo che aveva denunziato pubblicamente l’accordo segreto secondo il quale la Montalto, moglie di Luigi Manuguerra, avrebbe favorito l’elezione di Tranchida facendolo votare dai suoi elettori in cambio di un sottogoverno. Tranchida ha smentito e querelato Oddo per diffamazione. Oggi l’udienza, forse la più importante e decisiva, quella appunto della testimonianza della Montalto.

Un’udienza durata neanche mezz’ora nella quale la Montalto ha confermato tutti i particolari di quell’accordo, aggiungendone altri che hanno completato il quadro definitivo che se arriverà alla conclusione giudiziaria smentirà tutti quei falsi slogan moralisti al centro della campagna elettorale del nuovo uomo forte del territorio. La Montalto ha confermato i diversi incontri “riservati” che con Luigi Manuguerra, il marito – morto nell’aprile dello scorso anno – e insieme a Leonardo Tagliavia, un commerciante, avrebbero avuto con Tranchida per raggiungere un accordo che prevedeva in caso di elezione di Tranchida un posto di sottogoverno (la Funierice in particolare) o addirittura un assessorato.

Quell’accordo nel racconto fatto dalla Montalto ai magistrati sarebbe stato ufficializzato dai due ex contendenti nella cena elettorale nella storica pizzeria “Vecchia America” di Nino Maisano. A testimoniarlo un video con l’intervista a Maisano  fatta dal blogger Natale Salvo. Era la cena organizzata dalla Montalto, ritardata perché si aspettava la presenza di Tranchida che, stando sempre alla testimonianza della Montalto, avrebbe confermato durante il brindisi quello squallido accordo. Ai magistrati ha aggiunto un particolare sconosciuto: Tranchida avrebbe dato indicazioni sulle modalità del voto disgiunto. Sia dai banchi della difesa di Oddo, rappresentato dall’avv. Massimo Zaccarini,  che dalla parte civile e dallo stesso pubblico ministero non si è ritenuto necessario fare domande. Questo qualcosa dovrà significare. Prossima udienza di un processo alle battute finali, l’11 novembre.

Il quadro, non solo giudiziario, ma soprattutto politico, emerso da questa testimonianza, l’ennesima, ma la più particolareggiata, appare molto grave. Il vero imputato non appare più l’on. Nino Oddo accusato di diffamazione. Vera imputata è quella politica e quei soggetti che l’hanno praticata, non solo nel 2007.

                                                                                Aldo Virzì

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