PD ERICE: E’ RISSA CONTINUA. FINO A QUANDO ?

Nel PD ericino ( ammesso che ci sia ancora un partito nel comune della Vetta) volano non solo stracci, ma cannonate ad alzo zero. L’apparente, incredibile, tentativo della Sindaca Toscano di assicurarsi una tranquilla maggioranza che la transitasse ad una futura rielezione, e che potesse, soprattutto, darle un po’ di serenità stando alle inchieste giudiziarie che sconvolgono da mesi l’assetto politico/burocratico del comune, si è dimostrato un vero e proprio boomerang, proprio nella sua (forse ) casa politica: il PD. Insomma, quell’alzata di ingegno di allargare la maggioranza al PSI di Nino Oddo e di Luigi Nacci ha scatenato una bufera.

I primi ad iniziare la tempesta sono stati i consiglieri comunali piddini Carmela Daidone e Pino Agliastro accusando la Sindaca di trasformismo, di “campagna acquisti” degna della peggiore prima repubblica, per chiudere con la comunicazione di un loro allontanamento dalla maggioranza dichiarandosi indipendenti e aggiungendo un chiaro avvertimento: “ noi non voteremo mai Luigi Nacci presidente del consiglio, cercatevi la maggioranza”. Rottura totale. C’è il silenzio della Sindaca Toscano che affida la sua risposta al vice sindaco Gian Rosario Simonte, per inciso anche lui iscritto al PD. Una lunga risposta che si può così riassumere, con le sue stesse parole: i due consiglieri si sono mossi con “cinismo politico per rimettere in discussione la rappresentanza in giunta del PD…..con la sostituzione del sottoscritto con un nuovo assessore”.

Traduzione: “una squallida operazione di potere”;  affermata da chi in realtà il potere da tempo lo detiene, non per grazia ricevuta, e se lo vuole tenere. Se il vice sindaco voleva mettere una pezza alle polemiche ha solo allargato il buco. La risposta pronta e definitiva, senza possibilità di appello, arriva da un comunicato stampa a firma dei “ componenti la lista del Partito Democratico di Erice alle elezioni del Consiglio comunale  insieme ad un nutrito gruppo di cittadini FEDELI al pensiero e al simbolo del partito” e, perché non ci fossero dubbi, il comunicato è scritto su carta intestata con al centro tanto di simbolo del PD. Insomma: “ il partito siamo noi”! E cosa dicono? Anche qui tralasciamo  tutta la parte narrativa e fermiamoci  all’essenziale : accusano la Sindaca di aver dimenticato chi le ha dato i voti per essere eletta nonchè l’aspra battaglia elettorale contro il Psi di Nino Oddo e Nacci e traggono, “raccogliendo il totale malcontento e dissenso della base”, le loro conclusioni; intanto di totale solidarietà con i due consiglieri “fedeli al PD Agliastro e Daidone”, dando successivamente l’indicazione di votare contro l’elezione di Nacci a presidente del consiglio “disconoscendo la firma apposta nel documento “ di accordo con il PSI. Insomma, fuori dal partito a questo punto sarebbero la Sindaca ed il suo vice.

Aspettando la prossima replica, assistiamo al silenzio della Sindaca e dei maggiorenti in carica del PD, ci riferiamo all’on. Camillo Oddo, ma anche all’attuale deputato Gucciardi; sospetto è anche il silenzio del Sindaco di Trapani Giacomo Tranchida che, come sanno tutti, sul comune della Vetta ha investito parte del suo patrimonio politico e lo ha sempre tenuto sotto la sua egida anche per portare avanti i suoi disegni “unificanti” tra Trapani ed Erice tanto osteggiati durante la prima sindacatura Fazio, quando ancora fra i due non era nato l’idillio !

Chi rompe il silenzio è il consigliere comunale ericino Giuseppe Vassallo che, dopo una lunga militanza nel Psi, da qualche tempo è transitato in “Fratelli d’Italia”. Il suo obbiettivo è Luigi Nacci che “ dal suo ruolo naturale di opposizione…..in un raptus di <schizofrenia> è persino giunto a divenire oppositore di se stesso scadendo in un neanche troppo originale atto di trasformismo”.

Ma anche tra la dirigenza del PD c’è chi non sta zitto, anzi ha molto da dire e dice. Si tratta di Valentina Villabuona, che nel PD ericino ha avuto ruoli di primo piano, ma che fu contestata dalla totale maggioranza di allora costringendola a “rifugiarsi” nella sezione di Trapani. Invero a Erice la sezione del PD, di fatto, è inesistente.

Che dice Villabuona che non ha mai trascurato di guardare all’attività amministrativa ericina? Semplice: “ sta succedendo quanto avevo pronosticato nel tempo” e rispolvera  vecchi documenti e interviste date alla stampa proprio nel periodo della massima polemica. “ Ho detto nel 2017 che non erano questi i modi di gestire un partito e amministrare un comune. Avevo chiesto lumi sull’adesione al PD della Miceli, ma anche sulla presidenza Tranchida e anche sull’assessorato che avrebbe dovuto premiare la prima degli eletti e sbloccare un posto per il primo dei non eletti.

La risposta, presa da tutti insieme, è stata la mia estromissione dalla segreteria della sezione. Nei mesi precedenti ho addirittura chiesto scusa agli elettori per aver proposto una Sindaca, a mio parere, non all’altezza della sfida. Il fatto che Erice sia amministrata male è sotto gli occhi di tutti e anche di stare più sulla cronaca giudiziaria che politica. Mi sono permessa di  parlare di questione morale e qualche autorevole esponente del partito ( l’ex Sindaco di Valderice Mino Spezia e Camillo Oddo) sono intervenuti con la solita difesa d’ufficio”. Villabuona arriva alla sua amara conclusione: “ prendo atto che avevo e ho sempre avuto ragione. Nell’esprimere la mia solidarietà ai due consiglieri Carmela Daidone e Pino Agliastro non posso non aggiungere , peccato non avermi ascoltata e contribuito a isolarmi”:

ALDO VIRZI’