LA SINDACA TOSCANO A PROCESSO, ACCUSATA DI AVER DIFFAMATO GIULIA, LA FIGLIA DI LUIGI MANUGUERRA

L’infinita querelle che ha visto da tempo opposte la famiglia Manuguerra, Luigi, il capostipite morto nello scorso mese di aprile, il figlio Alessandro, consigliere comunale a Erice e dall’altra parte l’ex sindaco di Erice e attuale Sindaco di trapani Tranchida e l’attuale Sindaca Daniela Toscano, ha una nuova coda giudiziaria.

Ma questa volta riguarda esclusivamente la Sindaca Toscano e l’altra figlia di Luigi, la giovane Giulia; è stata proprio quest’ultima a denunciare la Sindaca Toscano per diffamazione. Il pubblico ministero, la dott.ssa Francesca Urbani ha già notificato agli interessati il decreto di citazione diretta a giudizio fissando la data dell’udienza al 6 aprile del prossimo anno.

Il fatto che ha originato l’accusa di diffamazione a mezzo stampa nasce da una intervista che la Sindaca Toscano ha rilasciato nel maggio del 2018 a Telesud nel corso della quale, riferendosi ai Manuguerra e in particolare a Giulia, allora ancora minorenne, affermava “….lo dico perché c’è stata una condanna, condannata la minore”, intendendo appunto Giulia accusata di avere scritto ben lettere ”terribili” nei confronti degli amministratori ericini……” poi, allora, il Sindaco Tranchida  ha fatto diciamo la denuncia formale, anche noi come giunta abbiamo fatto denuncia formale e in tutta questa vicenda si scopre (dopo il sequestro di una macchina da scrivere in casa di Manuguerra) ……..che, praticamente, una minore ha detto che queste lettere erano state fatte da lei, e quindi è stata condannata praticamente dal tribunale dei minori………”.

Fin qui l’affermazione sotto accusa che, aggiunge il magistrato è falsa “ atteso che la parte offesa ( Giulia ) non ha subito alcuna condanna.

La Sindaca, che è difesa dall’avv. Giuseppe Rando, stando all’accusa rischia una pena che va da sei mesi a tre anni; una tegola della quale farebbe volentieri a meno, ma quello era il periodo nel quale a Erice vecchi e nuovi amministratori rispondevano alle critiche con attacchi violenti, nel caso specifico tirando in ballo una minorenne che adesso maggiorenne in continuità con padre e fratello cerca nella magistratura la “sua” rivincita.

                                                                              Aldo Virzì