L’ACCORDO CON L’UNIVERSITA’ SALVA IL COMUNE DI ERICE, MA……

L’eredità che il “Migliore” del territorio (copyright dal presidente Draghi), l’attuale Sindaco di Trapani, precedentemente Sindaco di Erice ha lasciato a quella comunità assomma ad un debito fuori bilancio di € 103mila al quale sommare altri 175mila spalmati in due anni (2022/2023), più tutte le spese legali relative a ben due processi, un totale  che arriva a circa trecentomila euro. Inoltre, il comune di Erice dovrà iscrivere al bilancio la quota del 2021 e versare, sempre entro l’anno, altri € 103mila; in questo modo sfioriamo i quattrocentomila euro. Inoltre da oggi viene ripristinata la quota annuale che dovrà essere versata ogni anno perché il comune di Erice era e rimane, anche per sentenza, socio del Consorzio Universitario. Questo l’accordo transattivo raggiunto dal Consorzio Universitario e dal comune di Erice che permetterà alla città della vetta di risparmiare oltre mezzo milione, evitando ilrischio di mandare in dissesto il comune: Tutto questo grazie al sopravvenuto senso di responsabilità della Sindaca Daniela Toscano,differenziandosi, almeno in questa occasione, da Tranchida e sicuramente pentita di avere inutilmente tentato di ridicolizzare chi scrive queste note: non era uno scoop ma l’attento lavoro di un giornalista. Comunque una batosta finanziaria e politica notevole. Che potrebbe non essere conclusiva.

I fatti sono noti e questo giornale per primo ha scritto della pesante sentenza alla quale era stato condannato il comune di Erice, Sindaco Tranchida, che aveva deciso il recesso da socio del consorzio del quale era fondatore e dal 2013 non pagava più la sua quota cancellando la voce dal bilancio comunale. Ovviamente il Consorzio ( gestione diversa dall’attuale) si era opposto in sede giudiziaria affidandosi allo studio legale Zaccarini che, in prima istanza a Trapani ed in seconda istanza in appello a Palermo ha vinto, condannando il comune a pagare le quote e rimanere socio. Complessivamente una cifra attorno al milione di euro più le spese legali che non sono noccioline.

Se la Sindaca Daniela Toscano avesse dovuto dare ascolto all’arroganza politica del suo ex Sindaco e attuale Sindaco di Trapani, principale e forse unico autore di quella catastrofica scelta, avrebbe dovuto fare ricorso andando incontro ad una nuova bocciatura con conseguenze forse irreparabili. Era infatti Tranchida a sostenere la validità di quella scelta che “rifarebbe”, definendo “irreale” la sentenza. Rivolto all’opposizione, con la solita delicatezza istituzionale aggiungeva: si “alzano sguaiate e tendenziose prese di posizione”;definendo “candidato Sindaco <coniglio> tale Miceli di Fratelli d’Italia” e al consigliere comunale Barracco:“al dotto, appare per titoli, ma spero non suggestionato da possibili conflitti di interesse (insegna all’università ndr) che financo pretende istituzionalmente di “processare” a mezzo risibili commissione d’inchiesta quella che è stata e lo rivendico con orgoglio una scelta politica da me ispirata”. 

Ha prevalso la saggezza, così mentre si insediava un nuovo Consiglio di Amministrazione al Consorzio e veniva nominato presidente facente funzione il prof. Torre, si dice molto vicino al Sindaco di Trapani, quest’ultimo abbandonando forsel’abituale arroganza, stringeva un patto di collaborazione con il sindaco di Marsala. Insomma con il cambio di gestione una situazione favorevole .Ai primi di aprile il comune di Erice avanzava alla nuova assemblea del Consorzio Universitario la proposta transattiva, motivata strategicamente dall’impegno del comune di Erice della nascita del Campus Universitario ( anche se questo progetto era stato avviato già nel periodo del contenzioso legale) e  esaminata nella riunione dei primi di giugno. Da notare che Tranchida non ha partecipato alla riunione, preferendo delegare l’assessore Bongiovanni che in questo modo avrebbe anche potuto assicurare l’indispensabile voto favorevole; era invece presente la Sindaca di Erice che però siallontanava al momento del voto per rientrare subito dopo. La proposta è stata approvata all’unanimità. Dal verbale dell’assemblea si legge che nessuno dei componenti ha chiesto di parlare, un voto unanime per “salvare” da un probabile dissesto il comune della vetta. 

Vicenda pur gravissima sul piano politico e finanziario finita? Forse. Sicuramente dovrà pronunziarsi il consiglio comunale ericino per il debito fuori bilancio e per gli “aggiustamenti” dello stesso. Anche il consorzio universitario dovrà aggiustare il suo bilancio perché le somme in entrata diminuiranno di parecchio rispetto alle previsioni di bilanci consolidati. Insomma un vero pasticcio. Speriamo che Tranchida non abbia a lasciare simili eredità anche al comune di Trapani 

Vicenda chiusa, quindi ma con un grosso interrogativo: e se qualcuno decidesse di rivolgersi alla Corte dei Conti ? 

                                                                             Aldo Virzì

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