LA PEDANA DELLA DISCORDIA: LE RAGIONI DEL PROGETTISTA

In una città nella quale la regola principale è il silenzio su tutto o quasi, ci dicono che la pedana in legno fatta montare da un noto ristoratore nella parte esterna ( lato mare) del lungomare Dante Aligheri, ha suscitato un grande vespaio di polemiche. Questo giornale ha la “colpa” di non averle seguite, oggi però qualcuno della redazione è andato a verificare e ha visto unicamente la grande massa di cittadini alla scoperto un nuovo angolo del litorale cittadino trasformato in un bellissimo angolo per godersi le cristalline acque.

Ma la polemica c’è se l’architetto Vito Corte, prestigioso tecnico, in anni lontani candidato sindaco ( che differenza con l’oggi ! ndr), ma soprattutto progettista di quella pedana, ha ritenuto necessario farci pervenire il suo punto di vista, che siamo lieti di ospitare. Con il suo punto di vista ha aggiunto una vecchia bellissima foto del lido sulle palafitte che sorgevano tra gli scogli del litorale di fronte all’attuale Campo Coni. Per fortuna c’è ancora chi, come chi scrive queste note, ne conserva il lontanoricordo. ( Aldo Virzì)

Scrive l’arch. Vito Corte:

“La pedana della discordia”: così in pochi giorni nell’opinione pubblica locale è stata appellata una nuova installazione temporanea per la diretta fruizione del mare sul fronte nord di Trapani, sul Lungomare Dante Alighieri.

Siccome proprio ieri la Capitaneria di Porto ha formalizzato un sequestro preventivo della struttura fintantochè non si chiariscano alcuni aspetti procedurali, tecnico ed amministrativi, credo che mi corra l’obbligo di rilasciare questa dichiarazione che ha lo scopo di portare chiarezza e confermare fiducia.

A nostro parere quanto è stato realizzato è conforme a quanto approvato ed alle norme sul Demanio Marittimo nonché a quelle di tipo sismico e paesaggistico ad esso collegate. Le rispettive storie, di me come professionista e degli imprenditori miei committenti, non lasciano alcuno spazio alle possibili e purtroppo inevitabili congetture devianti che possono scaturire da chi non è informato e da chi si avventura in giudizi sommari.

Dunque secondo noi tutto quanto è in regola. Ma se invece, ad ulteriore verifica da parte degli Organi Superiori qualcosa non dovesse essere regolare siamo qua: pronti ad assumerci le responsabilità, pronti a pagare per l’errore se errore c’è stato, pronti a rimediare e pronti ad accettare il giudizio di chi è istituzionalmente più competente, consapevoli che ciascuno ha finora agito in buona fede e perseguendo interessi legittimi.

L’occasione è utile per rilevare che grazie a questa Amministrazione comunale, dopo anni di inspiegabili inerzie da parte di precedenti amministrazioni e di minacce di commissariamento regionale, si è concretamente definito un importantissimo strumento che governa e gestisce la fascia costiera di Trapani: da ora innanzi sarà chiaro eregolamentato quali saranno le aree a balneazione libera, quelle per i nuovi stabilimenti balneari, quelle per i punti di ristoro, quelle per gli animali d’affezione, quali saranno le regole generali di estetica e di decoro dei manufatti da allestire pur se temporaneamente (nelle forme, nei materiali, nelle dimensioni, nelle finiture e negli arredi), qualisaranno le condizioni igienico sanitarie generali specie sull’approvvigionamento idrico potabile e sullo smaltimento dei reflui, quali saranno le garanzie per l’accessibilità al mare da parte degli anziani e dei diversamente abili. Quali saranno i corridoi di lancio per gli sportivi del kitesurf del windsurf della vela e degli altri sport acquatici. Si tratta dunque, in sintesi, di un nuovo strumento che programma e gestisce, sia in termini funzionali che in termini paesaggistici, la lunghissima fascia costiera che amministrativamente comincia dai margini del territorio ericino nei pressi della exTonnara di San Giuliano (ai più conosciuta come Tonnara Tipa) e che termina ai margini del territorio marsalese, a Birgi. Il Piano di Utilizzo del Demanio Marittimo comprende anche le direttive per una delle aree più belle e più bistrattate finora: Marausa lido.

Ma non è solo questo, che già sarebbe tantissimo. Questo strumento di governo del territorio costiero opera in ossequio ad una Direttiva Comunitaria finora colpevolmente disattesa e pone il punto fermo per il rinnovo di antiche concessioni demaniali, alcune delle quali – è sotto gli occhi di tutti – hanno beneficiato di condizioni di monopolio, di privilegio e di intoccabilità del tutto inaccettabili in un regime di diritti democratici: tali concessioni dovranno essere

tutte revisionate, aggiornate e poste a bando pubblico e non più affidate ad personam come finora si è verificato. Quindi diciamo “grazie” all’amministrazione comunale di Trapani, coraggiosa e insensibile alle “sollecitazioni” di chi avrebbe preferito che tutto rimanesse com’era: nel caos, nel brutto, nell’esclusivo e nell’arbitrio.

Altra considerazione vorrei farla riguardo ai responsabili degli Uffici Comunali, del Demanio Marittimo, del Genio Civile, della Soprintendenza e della Capitaneria di Porto competenti sull’argomento: stiamo attraversando un momento di transizione delicato che contiene alcuni inevitabili criticità tutte da risolvere con apertura mentale e spirito di collaborazione.

Tali criticità sono conseguenti alle primissime fasi applicative di una norma recentissima, eppure necessaria, e che ancora non c’è stato tempo per capire bene come gestirla: il Decreto Assessoriale n.86/GAB è solo del 31 maggio 2021

e disciplina il rilascio di Autorizzazioni Demaniali Brevi (non superiori a 90 giorni), che è quella che riguarda la nostra “pedana della discordia”. Questa norma interviene a colmare una lacuna derivante dalla difettosa applicazione della L.R. 15/2005 ma forse avrebbe bisogno di essere ancora meglio definita in certi aspetti che oggi, nella sua applicazione pratica come nel caso in specie, possono suscitare dei dubbi. Però nonostante i possibili limiti evidenzio qui la positività

di tale Decreto Regionale il cui scopo è quello di rimediare, almeno in parte, ai 16 anni di discutibili procedure in ambito di autorizzazioni demaniali!

16 anni sono tanti: anni di incertezze e di difettosa gestione del territorio demaniale che a noi cittadini, a noi professionisti, agli amministratori pubblici ed agli imprenditori hanno arrecato incalcolabili danni al territorio ed all’economia ed hanno alimentato disparità di trattamento nei confronti degli imprenditori già beneficiari di concessioni demaniali rispetto a chi legittimamente desidera oggi chiederne di nuove.

Dunque NESSUN rilievo viene da noi evidenziato a quei funzionari e quei dirigenti che hanno istruito la nostra istanza di Autorizzazione Breve e che hanno rilasciato i pareri confluiti nella finale Autorizzazione n.500 del 03.08.2021: anzi

ringraziamo anche loro per la tempestività e la collaborazione e dichiariamo di essere al loro fianco per risolvere le eventuali e possibili criticità.

Purchè si vada avanti e non si resti fermi a 16 anni fa.

Ripeto: forse c’è qualcosa da perfezionare o da chiarire. Speriamo, negli interessi di imprenditori privati che hanno già investito diverse decine di migliaia di euro per migliorare i servizi offerti, che si possa approdare prima possibile ad una definitiva soluzione per vedere finalmente qualcosa di giusto e di bello, senza arrecare danno a nessuno e con la fiducia di tutti.

Ma una cosa è certa: abbiamo tutti la consapevolezza che sia stata finalmente aperta la nuova e più legittima strada da percorrere per vedere le nostre coste governate con equità, igiene e sicurezza.”

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