LA CITTA’ PERDE L’EUROPEADE ED ANCHE UNO STILE ISTITUZIONALE

Mi scuso con i lettori se mi permetto di “volare alto”: nei giorni scorsi con la “vittoria” dei talebanI in Afganistan, Molinari direttore di Repubblica nel suo editoriale si chiedeva come mai la gente non reagiva alla nuova dittatura. In realtà qualcosa si sta muovendo.

Differentemente da Trapani e dei suoi cittadini -ovviamente sto volando basso con un paragone per il quale chiedo ancora scusa- dove tutto sembra stagnare. Ma mi chiedo dove sono i trapanesi, incapaci di ribellarsi davanti ad un Sindaco, ufficialmente il loro Sindaco – anche se proviene da una nobilissima frazione della democratica Valderice- che continua ad usare un linguaggio al limite delvolgare, sicuramente non istituzionale come si chiede ad un Sindaco, per dileggiare i suoi avversari. Soprattutto più che in Sindaco della città ancora capoluogo sembra un despota.

Mi chiedo dove è il PD, partito in parte erede di una tradizione di grande democrazia, di un linguaggio politico che mai scendeva nella volgarità, anche nei momenti di dibattito più duri. Per esperienza diretta, non solo professionale, quel partito l’abbiamo conosciuto e un tal Sindaco con un tale linguaggio mai sarebbe rimasto al suo posto, a qualunque costo; d’altra parte non  è mai stato un mistero che questo Sindaco è stato eletto con i voti di quasi tutte le destre di questa città.

Le ultime esternazioni di questo Sindaco sono legate ad una decisione della quale Lui è stato il protagonista principale e unico: l’addio alle Europeade. Le motivazioni sono note anche nella loro non credibilità, per smontarle basterebbe prendere quanto scrivevamo nell’aprile del 2020 in piena pandemia a proposito dei suoi programmi: C’è da chiedersi se è lo stesso Sindaco che ai primi di Aprile, pandemia in corso, trovava il tempo per lanciare un bando per la scelta di un logo per l’Europeade2021 che si doveva svolgere a Trapani; il 19, sempre di marzo, allungava i termini di presentazione per la partecipazione”: Sindaco Tranchida non trovi scusanti nella pandemia che nel 2023 dovrebbe essere, facendo i debiti scongiuri, debellata o quasi !! Le argomentazioni sono veramente flebili, al limite dell’incredibile, ma il vero problema che vogliamo sottolineare è il linguaggio usato per difendersi. 

A protestare era stato per primo il povero Sindaco di Valderice, anche a nome degli altri Sindaci che avevano avuto richiesta di collaborazione, e risposto positivamente, senza essere interpellati sulla rinuncia. Si aggiungevano i rappresentanti dell’UDC, la consigliera comunale Garuccio e l’on. Lo Curto, diventati da tempo due “nemici” di Tranchida, ai quali si è aggiunto l’on. Nino Oddo. Toni sicuramente molto duri, anche ironici, ma dentro le regole del linguaggio istituzionale, mai volgare. Come risponde il Sindaco Tranchida: “Noto con piacere che alcuni pseudo commentatori politici, da principi del foro a dame dell’Ars, da comparse consiliari a macchiette comiche locali, ovviamente animati da invidie e demagoghi fini strumentali, si rendono oggi conto della valenza politico-culturale di Europeade”.

Ma non basta, Tranchida Sindaco di Trapani, non può sopportare che qualcuno dell’Udc, che fa parte della maggioranza che lo sostiene, polemizzi con le sue scelte. Deve trovare un capro espiatorio. Lo trova nel povero assessore Fabio Bongiovanni, commissario provinciale dell’Udc; prima indirizza alla consigliera Garuccio l’accusa di essere protagonista di “sguaiati strali ed appetiti malcelati” oltre che  di “ famelico girovagare”, poi chiama in causa Bongiovanni, al quale contesta di “esercitare  funamboliche  doti nel contraddittorio circo politico, poi di “ non può pensare ancora di godere di particolare credito. La politica dei due forni ( che eserciterebbe il sui assessore Bongiovanni ndr) o dell’ipocrisia politica gattopardiana non mi appartiene “ e la stoccata finale “ chi mi sta accanto e non lo capisce, o fa finta di non capirlo, non può pensare di abusare della mia fiducia”. Insomma una vera e propria cacciata dalla giunta.

Anche se manca la ribellione al linguaggio e alla sostanza dei cittadini ci fosse la dignità della classe politica già nella mattinata di domenica ci sarebbero state le dimissioni di Fabio Bongiovanni; così come nei giorni scorsi si sarebbe dovuto assistere alle dimissioni dell’assessore Pellegrino al quale allo steso modo e con lo stesso linguaggio Tranchida ha imposto di dimettersi da rappresentante del Gal. Pellegrino è anche dirigente nazionale del PD, è quello che ha chiesto a Letta di chiamare Tranchida all’assemblea nazionale. Ma dopo lo sguaiato ordine di dimettersi nessuno del PD ne ha preso le distanze e lui felicemente è rimasto al suo posto, La dignità politica non fa più parte del costume di questa classe politica.

                                                                            Aldo Virzì

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