CASO ATM. PIENA SOLIDARIETA’ DELLA CAMERA PENALE ALL’AVV. ZACCARINI, DURA POLEMICA CON IL SINDACO

Sin dal primo momento, in solitudine, avevamo scritto che il caso “Zaccarini/ATM”, originato dalle, quantomeno improvvide, scelte del Sindaco Tranchida avrebbe avuto un seguito, non soltanto sul piano politico. Non andiamo lontano se ipotizziamo che possa anche finire in un’aula di tribunale.

Oggi in Tribunale, dove ha sede la camera penale, il “sindacato” degli avvocati penalisti, c’è ugualmente finito, con una conclusione pesante. E’ quella del direttivo della Camera penale che ha esaminato le motivazioni di estromissione dell’avv. Zaccarini dal consiglio di amministrazione dell’ATM, “colpevole”, secondo la liturgia personale “tranchidinana”, di aver accettato la difesa di Salvatore Barone, già direttore dell’ATM e che, per decisione personale di Tranchida, era stato precedentemente nominato al vertice della stessa società. Barone successivamente è incappato nella storiaccia della mafia calatafimese, arrestato ha scelto come legale Zaccarini. I risultati dicono che ha fatto bene, dopo poche settimane è stato scarcerato, tornato uomo libero. Ma Zaccarini avrebbe commesso il grande errore di accettare di difendere una persona accusata di un “delitto”, associazione mafiosa, che, come si è visto, non ha commesso. Non poteva fa intendere Tranchida, ai legali che svolgono incarichi pubblici non sarebbe concesso fare il loro mestiere. Al Sindaco Tranchida invece è stato concesso nominare, sia pure precedentemente, la stessa persona amministratore dell’ATM.

Che Zaccarini non potesse accettare le decisioni “tranchidiane” senza ribellarsi era nelle cose. Da qui la nascita del caso “Zaccarini/ATM” con gli sviluppi odierni. Una presa di posizione della Camera Penale che è un eufemismo definire durissima. Un attacco frontale. In un documento reso pubblico dopo aver espresso totale solidarietà a Zaccarini, scrivono :” …… la nostra idea sul ruolo del difensore non può essere macchiata ed umiliata da scelte politiche, espressione di un senso comune, diffuso e soffocante che non ci appartiene….Occorre richiamare il rispetto dei sacri principi costituzionali dagli attacchi di opportunisti fautori di una purezza apparente,soprattutto quando assistiamo a decisioni da parte degli organi politici che invece di elevare e costruire baluardi a difesa dei valori irrinunciabili, macchiano i ruoli degli attori di una determinata vicenda sostenendo ragioni di “opportunità” al solo fine di potere dire a vice alta: io sto dall’altra parte , dalla parte del senso comune.” E’ lungo e corposo il documento della camera penale, un vero schiaffo a chi, il Sindaco Tranchida, ha dato origine al caso per motivi non si sa quanto nobili. Scrive la camera penale:”Non possiamo tollerare la continua identificazione tra il difensore e la semplice indagine che riguarda l’assistito e, peggio, l’insinuazione di complicità con l’assistito”. Ricordano l’obbligo del difensore che ricopre cariche all’interno di organi amministrativi di comunicare l’assenza di profili di incompatibilità rispetto al caso che lo vede impegnato. “Sappiamo, scrivono, che l’avvocato Zaccarini ha informato il Sindaco di Trapani dell’insussistenza di ragioni di incompatibilità con l’incarico assunto nell’operazione Ruina ( quella della mafia di Calatafimi ndr). Ciò nonostante il Sindaco di Trapani ha nominato il nuovo consiglio di amministrazione dell’ATM, ma non ha riconfermato l’avvocato Zaccarini perché aveva assunto la difesa di un indagato”. La loro conclusione, che è un monito, ma anche un avvertimento: “ La Camera Penale di Trapani non sta a guardare e non ha paura del senso comune; preferisce stare dalla parte del buon senso e di chi ancora crede nei valori costituzionali della difesa”.

C’è ben poco da aggiungere. Un documento che peserà moltissimo martedì quando il consiglio comunale in seduta straordinaria, richiesta unitariamente dalle opposizioni, dovrà esaminare il caso ATM, che si intreccia con il caso Zaccarini. La farsa di tutte le puntate precedenti con questo documento è finita.

                                                                            Aldo Virzì

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