IL PROCESSO PER FALSA TESTIMONIANZA CON PRESCRIZIONI, ASSOLUZIONE E  CONDANNA METTE LA PAROLA FINE AL PROCESSO ROSTAGNO

La sentenza di ieri del giudice monocratico Roberta Nodari del tribunale di Trapani potrebbe aver messo la definitiva parola fine a tutta la tragica e convulsa vicenda giudiziaria legata all’omicidio di Mauro Rostagno. Ieri si è chiusa la coda giudiziaria di quel processo, di quella tante indagini iniziate a Lenzi, la sera del 26 settembre del 1988 ( trentatre anni prima), a poche decine di metri dalla sede di Saman, con i colpi di fucile che hanno ucciso Mauro Rostagno all’interno della sua Duna. Ieridavanti al magistrato sono comparsi 10 dei tanti testimoni del processo principe, dovevano rispondere di falsa testimonianza. Un solo condannato, un solo assolto, per gli altri otto è scattata la prescrizione. Condannato a due anni di reclusione, pena sospesa, il dentista Antonio Gianquinto; assoluzione per Angelo Voza, luogotenente della guardia di Finanza. I prescritti sono il massone Natale Torregrossa, il giornalista Salvatore Vassallo, l’editrice di Rtc Caterina Ingrasciotta, la signora Heuer Chizzoni Leonie vedova del generale Chizzoni personaggio di primo piano dei servizi segreti italiani, e ancora il maresciallo Beniamino Cannas per finire con i tre operai Lborio Fiorino, Rocco Polisano e Salvatore Martines.

Anche la sentenza di ieri, soprattutto con la prescrizione di otto dei dieci imputati, non ha sciolto tutti i dubbi che hanno caratterizzato tutte le fasi del processo. Già in sede di commento della sentenza della Corte di Assise- con la condanna di Vincenzo Virga quale mandante e di Vito Mazzara quale autore materiale del delitto, poi riformata dalla Corte di Appello con l’uscita dal processo del presunto killer, confermata dalla Cassazione -da cronisti presenti in quegli anni e per molti ancora, non abbiamo nascosto qualche nostra perplessità, a cominciare dalla motivazione di quell’omicidio: solo mafia? 

Il dubbio è rimasto, ma oggi è da mettere la parola fine a tutto questo, ammenochè………..ammenochè tra 90 giorni alla lettura delle motivazioni qualcuno dei prescritti non riconoscendosi in quei giudizi, non deciderà di avanzare ricorso in appello. In quel caso l’affair “omicidio Rostagno” continua.

                                                                        Aldo Virzì

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