APPELLO A MUSUMECI DEL SINDACATO “SOGGETTO GIURIDICO” SULLA SITUAZIONE DELL’IPAB GIOVANNI XXX DI MARSALA

E’ un appello, ma anche un atto d’accusa durissimo quello che il sindacato autonomo “ Soggetto Giuridico” ha messo per iscritto e trasmesso al Presidente della Regione Musumeci, ma per conoscenza anche all’assessore regionale alla famiglia, al Prefetto di Trapani, al Sindaco di Marsala e ai deputati marsalesi Lo Curto e Pellegrino. Sotto accusa la gestione dell’Ipab  Giovanni XXIII di Marsala.  Una istituzione del sociale che da tempo vive una gestione drammatica con il personale che “da più di 70 mesi attende lo stipendio” al quale si aggiunge la precaria situazione dei luoghi dove operano.

Clamorosa la denunzia nei confronti sui “vari commissari che si sono succeduti all’Ipab, accusati di incompetenza per le difficoltà oggettive che l’Ente manifesta”. Ma c’è qualcosa d’altro e di peggio nella denunzia: “mentre l’ex commissario ing. Norrito con la complicità del direttore amministrativo dott. Ingargiola hanno pensato bene di utilizzare una somma disponibile nel tempo per liquidarsi le proprie competenze e pagare alcuni tecnici, si sono dimenticati dei lavoratori”, che lo stipendio lo attendono da 70 mesi,  “né tantomeno vengono versati i contributi previdenziali, mettendo a rischio l’opportunità stessa di alcuni dipendenti di andare in pensione”.  E mettono in guardia perché non si ripeta la stessa cosa con le somme che stanno per arrivare.

C’è nell’appello denunzia il problema della sicurezza del posto di lavoro che lo stesso sindacato, con una nota sempre a firma dei segretari Catalano-Del Serro, invia con altra lettera anche allo SPRESAL, il Servizio prevenzione e sicurezza negli ambienti di lavoro, che ha sede presso l’Asp. I lavoratori dell’Ipab Giovanni XXX di Marsala, denunzia il sindacato,  operano in locali dove “da più di sei mesi manca l’acqua corrente e da più di due mesi senza corrente elettrica, sempre nell’indifferenza dell’attuale commissario e degli organi preposti a garantire la sicurezza dei posti di lavoro”.

                                                                            Aldo Virzì  

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