Il tribunale del riesame rimette in liberta’ il boss Mariano Asaro

Si sgonfia, e notevolmente, l’indagine dei carabinieri che aveva riportato in carcere il mafioso Mariano Asaro, considerato il capo della mafia castellamarese, e l’obbligo di dimora per la cognata Maria Vincenza Occhipinti e Maria Amato, tutti e tre tornati liberi. Il tribunale del riesame ha infatti annullato i provvedimenti del Gip che erano seguite all’indagine coordinata dalla Procura antimafia. L’indagine verteva sulla richiesta di Asaro, che è un odontotecnico, di ottenimento da parte del comune di Paceco e dell’Asp dell’autorizzazione all’apertura di uno studio privato.

Non potendolo ottenere a suo nome Asaro, secondo l’accusa, aveva utilizzato dei prestanome, ed in particolare la cognata. Al fine di poter ottenere l’autorizzazione lo stesso Asaro avrebbe richiesto l’aiuto di persone attualmente sotto processo per l’accusa di appartenenza alle cosche mafiose trapanesi. Principale accusato l’on. Paolo Ruggirello che è già in carcere coinvolto nell’indagine “Scrigno”; ma anche Carmelo Salerno, presunto capomafia di Paceco, anche lui arrestato nell’operazione “Scrigno”, si sarebbe adoperato per fargli ottenere l’autorizzazione.

Infine, l’indagine ha finito per coinvolgere il sindaco di Paceco Peppe Scarcella che ha ricevuto un avviso di garanzia. Scarcella nei giorni scorsi era andato in consiglio e difendere la sua attività di amministratore dicendosi estraneo a tutta la vicenda, che con la decisione del tribunale della libertà è stata notevolmente ridimensionata.

                                                                                                A.V.